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Cronaca
10.12.15 - 09:240
Aggiornamento : 21.06.18 - 14:17

Lugano, dove andrai a giocare? Cornaredo è la casa, ma Castione è un'opzione

Il nuovo polo deve essere pronto nel 2020, pena la revoca della licenza per la Super League. «La casa del FC Lugano è qui», dice Bertini, ma i contatti con De Dea ci sono...

LUGANO - Una provocazione, ma anche una possibilità concreta in caso di risposte insoddisfacenti da parte della città di Lugano. Angelo Renzetti nei giorni scorsi si era lamentato di come il Municipio non informasse la società nella questione del nuovo stadio. Esso deve essere pronto entro il 2020, altrimenti i bianconeri si vedrebbero revocare la licenza che permette loro di giocare in Super League. E un'alternativa c'è: Castione, ove Gabriele Giulini voleva far sorgere lo stadio del suo Bellinzona. «Una società anonima di cui faccio parte possiede un’opzione sui fondi già dai tempi di Giulini, il quale oltretutto commissionò un progetto poi accettato e inserito nel piano regolatore», ha spiegato il presidente. Un'idea che però non entusiasma né i tifosi bianconeri, che preferirebbero una retrocessione d'ufficio in Challenge League piuttosto che traslocare a Bellinzona, né quelli granata. Né, ovviamente, la Città. «La casa del Lugano è Cornaredo e così sarà in futuro», ha affermato Michele Bertini, titolare dell’Area della Sicurezza e dello Sport. Il quale ha spiegato come per il nuovo Polo Sportivo si stiano rispettando i tempi e come un progetto dovrà essere pronto in due anni. Ha anche ricordato il credito straordinario di mezzo milione di franchi stanziato per i lavori che hanno permesso a Cornaredo di essere conforme per la Super League. A proposito di costi, fra un anno dovrebbe essere pubblicato il bando di concorso per il Polo, che comprende anche lo stadio. E Renzetti ha parlato di possibili investitori disposti a dare una mano al Lugano, ma solo con lo stadio. L'iter, paradossalmente, sarebbe più breve in caso di piano B, ovvero trasloco a Castione. A far capire come è più che un'idea, Renza De Dea, che tramite la Bellarca SA vanta i diritti di compera sui terreni di Castione a suo tempo destinati al nuovo stadio, non ha nascosto i contatti già avvenuti con Renzetti e la sua disponibilità.
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