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Cronaca
12.03.21 - 14:560
Aggiornamento : 15:16

Berset: "Su Lonza ecco com'è andata. Non avremmo potuto avere un accesso privilegiato ai vaccini"

"Non ci è possibile stabilire cosa succederà nel caso di una terza ondata, dobbiamo seguire la situazione, che è molto incerta, è difficile aggiungere altro. Sappiamo che è bruttissimo per tutte le parti in causa, ma non possiamo prendere decisioni"

BERNA - Diversi modelli elaborati da fonti diverse, risposte univoche: probabilmente arriverà una terza ondata. Quanto sarà pesante? Non si sa. Sono i concetti su cui insiste Alain Berset, che parla di riaperture malgrado la situazione: servirà continuare con la campagna vaccinale e mantenere distanze e mascherine. Oltre a lui ha parlato Guy Parmelin.

Berset: "Se possibile, fate attività all'aperto"

"I dati non sono quelli che speravamo, non possiamo dire se a causa delle riaperture di marzo. Non sappiamo come mai, sicuramente le varianti incidono ma il tutto fa parte dell'incertezza. Sappiamo che ci sarà la terza ondata, non sappiamo quanto forte sarà".

"Non è il momento migliore per riaprire ma siamo pronti a fare qualche passo, pur con cautela. Abbiamo messo in consultazione alcune proposte, ridiscuteremo e decideremo venerdì prossimo. Dovremo essere realisti. Vorremmo non perdere il controllo della situazione altrimenti sarebbero necessarie misure drastiche, più ci sfugge tutto di mano più tempo ci vorrebbe per riprenderla in mano e non vogliamo prolungare la crisi".

"Attenzione, quelle di oggi non sono assolutamente decisioni, sono proposte messe in consultazione coi Cantoni".

"Per quanto concerne le terrazze dei ristoranti, vogliamo 4 persone per tavolo e tracciare i contatti di tutti i presenti al tavolo, non solo di uno. In casa anziani desideriamo che chi si è vaccinato possa non indossare la mascherina".

"Chiediamo a chi svolge attività di farle all'esterno, come per esempio cantare o fare sport".

"Non ci è possibile stabilire cosa succederà nel caso di una terza ondata, dobbiamo seguire la situazione, che è molto incerta, è difficile aggiungere altro. Sappiamo che è bruttissimo per tutte le parti in causa, ma non possiamo prendere decisioni definitive".

"Stamattina abbiamo confermato le decisioni di settimana scorsa, da lunedì tutti i test delle persone sintomatiche ed anche degli asintomatici per aziende scuole ecc saranno prese a carico della Confederazione. Da inizio aprile dovrebbero essere disponibili anche gli autotest".

"Un anno fa ci aveva scritto Lonza, dicendo che era stata scelta da Moderna per partecipare ai vaccini, con investimenti importanti. Non si è mai discusso né sarebbe stato possibile avere accesso ai vaccini con Moderna negoziando con Lonza. Non sarebbe stato investendo in infrastrutture con Lonza che avremmo avuto dei vaccini. Abbiamo fatto tutto quanto necessario per avere un numero sufficiente di vaccini. Sapevamo che parte della produzione sarebbe stata fatta in Svizzera, il che ci rallegrava. Abbiamo potuto averli molto presto, quando ancora ci si chiedeva se funzionassero o meno. Con Lonza siamo in stretto contatto. Si occupano di parte della produzione dei vaccini, la discussione è andata così: è stato bello che Moderna avesse scelto loro per questa parte dei vaccini. Lonza cercava anche fondi di investimento. Abbiamo capito che i vaccini restavano il 1005 in mano a Moderna, investire in un'azienda non ci avrebbe aiutato ad avere un accesso privilegiato a vantaggi. Le dosi prodotte alla Lonza non avrebbero cambiato la situazione, l'accordo sarebbe rimasto quello con Moderna, di cui ora abbiamo una buona fornitura. Non abbiamo mai ricevuto una proposta concreta, ci sono state delle discussioni con Lonza sugli investimenti ma esse non avevano nulla a che fare con la dotazione di vaccini in Svizzera".

"La situazione è ancora sotto controllo, oggi stiamo approntando una decisione sul rischio, aprendo anche se i numeri non sono favorevoli. Se poi potremo aprire sul serio, non lo posso dire ora. Vediamo cosa diranno le cifre".

"Abbiamo avuto contatti con GastroSuisse, che non vede in maniera positiva la riapertura delle terrazze senza quella di tutti i ristoranti ma oltre non possiamo andare. Gli aiuti saranno comunque stanziati, sarà ogni azienda a decidere cosa vale la pena fare. Aprire per chi è vaccinato? Ancora troppe poche persone sono state vaccinate. Poi dobbiamo fare attenzione a capire chi davvero è immune. Chi potrebbe andarci, gli over 75 e i giovai no? Al momento è troppo presto. Se dessimo l'accesso ai ristoranti solo a chi ha un test negativo o è stato vaccinato sarebbe complicato e non terrebbe conto della situazione attuale. Faremo poi dei passi avanti quando sarà tutto più chiaro". 

"Una terza ondata sarà comunque diversa dalla prima e dalla seconda perché parte della popolazione ha già avuto la malattia o è stato vaccinato".

"Passare il testimone ai Cantoni? Avrebbe senso se alcuni Cantoni avessero situazioni molto diverse tra loro, magari con una zona che abbi i contagi molto bassi a lungo. Adesso invece vediamo una situazione omogenea come non mai prima e non sarebbe un vantaggio per i Cantoni dover decidere". 

"Gli obiettivi sono sempre gli stessi, attraversare la pandemia con meno danni possibili per tutti, dal punto di vista sanitario, economico, sociale. Se gli ospedali diventassero saturi si rischierebbe di non poter far andare in ospedale anche i non malati di Covid, sono stati rinviati degli interventi ma non va bene per la sanità. Dobbiamo essere prudenti, è la prima volta che siamo di fronte a una curva con le varianti. Lo sviluppo può essere molto celere e il nostro obiettivo è non sovraccaricare gli ospedali".

"Sappiamo anche che una parte non trascurabile di persone avrà delle conseguenze a lungo, compresi giovani e bambini. Non lo sapevamo mesi fa. Se la malattia lascia strascichi ce ne saranno anche sul sistema sanitario". 

Parmelin: "Capiamo che qualcuno ci criticherà ma dobbiamo stare uniti"

"Abbiamo bisogno di precauzione se la situazione dovesse diventare più negativa. Abbiamo perciò analizzato come organizzare gli esami finali nelle scuole, tutti vorrebbero che si svolgano se possibile nei modi tradizionali. Abbiamo dunque deciso che misure adottare se non ci fossero le condizioni. Assieme a chi è preposto abbiamo emanato delle ordinanze speciali per alcuni tipi di esami, compresi quelli di fine apprendistato. Le varie ordinanze determinano le eccezioni e come dare le note se non sarà possibile svolgere sia esami orali che scritti. Daremo la base legale affinché chi ottenga questi titolo possa comunque continuare la sua formazione, con attestati perfettamente validi".

"Con una mano sulla coscienza abbiamo dovuto capire che non si può riaprire tutto. Il numero dei contagi può aumentare in fretta se apriamo troppo rapidamente. Capiamo l'impazienza del settore della ristorazione però dobbiamo prenderci le nostre responsabilità nella gestione della pandemia".

"Vaccini e test proseguono, il Consiglio Federale spera davvero che la gente ci segua e che decessi e ricoveri abbiano una decrescita favorevole. Dobbiamo però perseverare, con vaccini e test abbiamo la possiblità di garantire un'uscita più rapida possibile dalla crisi".

"Siamo consapevoli della difficoltà della situazione epidemiologica e economica. Riceviamo continuamente lettere da varie categorie, leggiamo ogni missiva e le aspettative della popolazione sono molto elevate. Abbiamo soddisfatto alcune richieste, altre no e sappiamo che qualcuno ci criticherà e altri no. Ma solo insieme riusciremo a sconfiggere il virus, tutti noi vorremmo tornare alla vita normale ma prima di arrivarci serve ancora un po' di pazienza".  

"Abbiamo rianalizzato il tutto in base ai dati di questa mattina. Non abbiamo sconfessato il Nazionale. Ora abbiamo messo in consultazione le decisioni ma poi decideremo noi. Ogni settimana che passa ci sono più persone vaccinate, in molti sviluppano gli anticorpi, ma dobbiamo comunque monitorare". 

"Aprendo solo le terrazze alcuni ristoranti avranno diritto al lavoro ridotto. Chi fa ancora parte dei casi di rigore avrà diritto agli aiuti, da cui non saranno esclusi nemmeno quelli che riaprirano. Alcuni magari vogliono riaprire e dare lavoro al personale e agli apprendisti, sarà una decisione del proprietario ma nessuno sarà escluso dai vari aiuti".

"Il telelavoro non è più obbligatorio".

 

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