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Cronaca
02.06.21 - 17:360
Aggiornamento : 19:37

La Polizia avrebbe chiamato ancora prima delle 17.50!

Pare che la ditta indicata da Unia dovesse solo mettere in sicurezza lo stabile, dunque che fosse la terza della catena. Il che presuppone che le altre due, che dovevano demolire, siano state contattate prima

LUGANO - Le rivelazioni del sindacato UNIA circa la demolizione dell’ex Macello, potrebbero essere ancor più esplosive di quanto già non appaiano. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di spiegarci per bene. Nella nota diramata oggi il sindacato afferma di avere “le prove documentali che almeno una delle tre imprese”, coinvolte nell’abbattimento e nella messa in sicurezza della sede dei molinari  “ha ricevuto l’ordine d’intervento da parte del comando della polizia di Lugano alle 17:50 di sabato 29 maggio”. Prima cioè che venisse occupato l’ex Vanoni, indicato dal Municipio come il casus belli che ha innescato l’operazione di sgombero.

Da quanto appreso da fonti di Liberatv la richiesta d’intervento alla ditta indicata da UNIA - attenzione: non un preallarme, ma una vera e propria richiesta d’intervento - sarebbe stata fatta per la messa in sicurezza e non per la demolizione dello stabile. Questo significa, se fatti e circostanze saranno confermati, che questa azienda era la terza nella catena d’intervento. Il che lascia presupporre che le altre due ditte incaricate della demolizione vera e propria, siano state allertate contestualmente o addirittura nelle ore o nei minuti precedenti alle 17.50. Altra indiscrezione rilevante: l’intervento per l’impresa citata dal sindacato sarebbe stato richiesto per domenica. Quando insomma la demolizione sarebbe già stata ultimata. Proprio come in effetti è avvenuto.

Le importanti tessere del mosaico emerse questo pomeriggio, s’incastrano perfettamente anche con la rivelazione fatta da Giuseppe Sergi ieri sera a Matrioska su TeleTicino. Il coordinatore del Movimento per il socialismo aveva infatti affermato di aver appreso “da fonte degna” che dieci operai della ditta Implenia, una delle due incaricate della demolizione, sarebbero stati pre allertati già sabato mattina.

Queste indiscrezioni, che dovranno essere verificate con le autorità comunali, cantonali e con le forze di polizia, rendono ancor più nebuloso l’intervento di sgombero e demolizione dell’ex Macello, avvenuti nella notte tra sabato e domenica. Le tempistiche fornite dalle versioni ufficiali, infatti, traballano pesantemente. E una domanda spicca su tutte le altre: se le richieste d’intervento alle ditte edili sono partite prima delle 18.00 di sabato, come è possibile che al sindaco e ai municipali coinvolti sia stato chiesto dalla polizia di decidere due piedi in merito alla demolizione dell’ex Macello soltanto a serata inoltrata, senza averglielo mai prospettato prima? E ancora: se la macchina dell’operazione di polizia si è messa in moto prima dell’occupazione dell’ex Vanoni, come può essere stata quella lo goccia che ha innescato lo sgombero e la demolizione?

AELLE/emmebi

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