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Politica
06.12.19 - 10:000

"Non è cambiando un uomo che il partito rinasce. Ma mi sarebbe piaciuto che la dirigenza chiedesse il voto di fiducia

Guido Tognola, presidente del PLR di Lugano, dice la sua sul momento del partito:"ho sentito una voglia di tornare alla Politica, non all’amministrazione della politica, interrogandoci seriamente su dove siamo e dove vorremmo andare"

di Guido Tognola*

Giovedì 28 novembre ero fra i presenti in una sala gremita ed attenta a quello che sarebbero stati l’evolversi e l’esito di un comitato che si voleva, se non risolutivo, sicuramente dialettico. Effettivamente così è stato.
Personalmente, ho apprezzato il coraggio del presidente, del mio, del nostro (fino a prova contraria), presidente Bixio Caprara, nell’assumersi pienamente le responsabilità di una sconfitta storica, cocente, nella messa a disposizione del suo mandato e nel cercare di non mettere ennesimi cerotti o nascondere l’ennesima polvere sotto il tappeto.


Ammetto altresì, che avrei preferito, considerato anche il polso della sala, che la stessa attuale dirigenza avesse avuto il “coraggio” di chiedere quel voto formale di fiducia che le avrebbe garantito più serenità nel poter attuare quel piano d’azione prospettato al fine di ovviare l’attuale momento critico che il nostro partito vive.


Oggi non è cambiando un uomo che il partito risorgerà miracolosamente. Come non può essere la personalizzazione della politica a salvare quegli ideali garanti di quella democrazia liberale che tanto apprezziamo e tanto bistrattiamo. Errori ne sono stati commessi, forse anche molti, alcune scelte, sicuramente, sono state perlomeno “verticistiche”, ma permettetemi, non è la prima volta che ciò accade.


Per la prima volta, però, e dopo tanto tempo, ho sentito una voglia di tornare alla Politica, non al’amministrazione della politica, interrogandoci seriamente su dove siamo e dove vorremmo andare.


Le quattro misure prospettate dall’UP, tacciate, a mio avviso maldestramente, come banali (semmai l’attuazione delle stesse se non rigorosa porterà a risultati banali ed inconsistenti) risponde alla necessità del ritrovare quelle giuste modalità di azione e comunicazione politica più che mai necessarie.


Questionario (avrei preferito il termine “analisi in profondo”) rivolto alla base, ridiscussione della comunicazione, gruppi di lavoro tematici (sperando siano anche politici–valoriali) e la garanzia che il tutto sia supervisionato da un gruppo esterno che affianchi l’attuale UP, non sono poca cosa. Seppure, giustamente, corretto da un ottimo giornalista politico, mi sono permesso di intendere tali misure come la volontà di una Costituente, nella speranza di un nuovo manifesto politico liberaleradicale nel quale il cittadino potrà veramente e nuovamente identificarsi.

*presidente PLR Lugano

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