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15.03.21 - 18:090

"Non servono controlli alle frontiere". La Lega (e Romano) si scatenano: "Piuttosto che chiudere i confini prolungano le misure da noi"

La Lega invita il Consiglio di Stato a chiedere ancora una volta un intervento (come ha fatto anche oggi) o di muoversi in autonomia. Il popolare democratico: "Non voglio chiusura totale ma limitiamo gli spostamenti non necessari"

BERNA - Il Consiglio Federale non vuole prendere misure alla frontiera con l'Italia. Lo ha detto Karin Keller-Sutter rispondendo a Marco Romano durante l'ora delle domande. Una risposta che non è piaciuta al popolare democratico e ancor meno alla Lega.

"Non condivido la risposta della Consigliera federale Keller-Sutter! Ne abbiamo anche parlato bilateralmente, vi è comprensione per la preoccupazione, ma nel complesso manca il coraggio di prendere una posizione chiara e pragmatica nei confronti dell'Italia. Siamo "troppo svizzeri", scrive sui social Romano.

"Le forti limitazioni degli spostamenti interni in Italia, tra regioni e comuni, non impediscono la mobilità di prossimità nel tempo libero da e verso la Svizzera. Siamo al paradosso, nel tempo libero non possono andare da A a B, mentre possono muoversi liberamente verso il Ticino e le regioni di confine. Fatti salvi gli spostamenti per il lavoro (in Ticino dovremmo testare a tappeto nelle aziende) e per questioni famigliari, la mobilità nel tempo libero andrebbe limitata al minimo per qualche settimana. Non chiedo la chiusura totale, ma controlli e una comunicazione chiara per evitare tutti gli spostamenti non necessari", è la sua richiesta. 

La Lega rincara: "E' evidente che il rischio di terza ondata in Ticino non viene né dai ristoranti, né dalle palestre, né da altre attività economiche che il ministro socialista Berset, con la connivenza del resto del Consiglio federale, condanna alla chiusura ed al fallimento. Il rischio arriva dalle frontiere spalancate e senza controlli sul Belpaese. Un anno fa, il Ticino ha subito la prima ondata pandemica proprio a causa della libera circolazione delle persone con la Lombardia. Adesso il Consiglio federale intende fare il bis!", si legge in una nota, dove si dice che dall'Italia si può venire in Ticino per organizzare festini (vedi Lacerenza...) e rapine.

"Mentre controlli ed obbligo di presentazione di tamponi negativi in dogana vengono introdotti tra Stati membri UE, un Consiglio federale allo sbando non ha il coraggio di ordinare delle misure sul confine con l’Italia a tutela della salute della popolazione ticinese. Le richieste in tal senso del CdS vengono ignorate (come pure tutte le altre prese di posizione dei Cantoni, avendo il CF istituito una dittatura del virus). Troviamo dunque per l'ennesima volta evidente che la priorità del Consiglio federale non è affatto il contenimento dei contagi bensì le frontiere sempre spalancate! Oltretutto, la risposta fornita dalla Consigliera federale PLR Keller Sutter (il lockdown in Svizzera basta a contenere gli arrivi dall'Italia) fa nascere il sospetto che le deleterie chiusure verranno prolungate ad oltranza non a seguito della situazione sanitaria interna, ma per scoraggiare arrivi...", accusa il Movimento di via Monte Boglia.

"Tutto, pur di non intervenire sui confini! Le Lega dei Ticinesi condanna con forza lo scandaloso menefreghismo del Consiglio federale, ed invita il Consiglio di Stato a reiterare le proprie richieste di limitazioni della mobilità transfrontaliera. In caso di ulteriore mancato ascolto, il CdS è invitato a procedere autonomamente", termina.

Il Consiglio di Stato, nella presa di posizione in merito alle proposte di Berna, ha chiesto controlli alle frontiere. 

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