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21.05.21 - 19:050

Barchi e Bernasconi rilanciano l'appello sullo sgombero. A sostenerli, Cavalli, Martinelli, Sassi e altri

"Valutato che ora sembra ancora delinearsi una prospettiva di scontro con gli autogestiti, tramite l’opzione di uno sgombero forzato, abbiamo ufficialmente inviato al nuovo Municipio di Lugano il nostro appello": la speranza è un dialogo

LUGANO - Carola Barchi, assieme a Augusto Bernasconi, aveva lanciato poco prima delle elezioni un appello per abbassare i toni sull'argomento dello sgombero dei molinari. Ora, sebbene alcune domande siano ormai superate dagli eventi, ripropongono quelle attuali, portando una lista di persone che hanno firmato la loro missiva. Fra loro, nomi importanti come l'oncologo Franco Cavalli, l'ex Consigliere di Stato, Pietro Martinelli, l'esercente Guido Sassi, il consigliere comunale Demis Fumasoli, l'ex Gerry Beretta Piccoli, Sergio Roic e altri (principalmente di sinistra).

"L o scorso 22 di marzo i sottoscritti, Carola Barchi e Augusto Bernasconi, candidati al Consiglio comunale di Lugano per il PLR, hanno lanciato un appello pubblico inerente l’annunciato sgombero dell’ex Macello da parte del Municipio di Lugano. Il 18 marzo il Municipio di Lugano aveva infatti comunicato ai media, nella consueta conferenza stampa settimanale, che dopo un termine di 20 giorni si sarebbe proceduto allo sgombero dell’ex Macello. Nel nostro appello, scrivevamo che lo sgombero dei “molinari", a 10 giorni dalle elezioni e dopo 18 anni dalla sottoscrizione della convenzione da parte di Cantone, Città di Lugano e "Alba" ("Addio Lugano Bella associazione", organizzazione costituita dagli autogestiti per le trattative con la Città), non era un’emergenza, se non per ragioni elettorali, e formulavamo quattro richieste al Municipio. Esse erano: 

1. Il Municipio di Lugano riveda la sua decisione inerente lo sgombero dei "molinari" dall'ex Macello e permetta al nuovo Esecutivo che entrerà in carica dopo le elezioni del 18 aprile di valutare quali opzioni attuare nei confronti dell'esperienza dell'autogestione al Macello.
2. Il Municipio spieghi la conformità del termine di 20 giorni per sfrattare i Molinari dall’ex Macello con le leggi svizzere e ticinesi.
3. Il Municipio prima di attuare qualsiasi sgombero del Macello dica se ritiene di disdire o meno la convenzione firmata da esso stesso con Cantone e Alba e come ha intenzione di gestire le possibili manifestazioni di solidarietà verso l'esperienza dell'autogestione in questa fase di misure anti-covid.
4. Il Municipio dica quali edifici e sedimi è propenso a mettere a disposizione di esperienze dell'autogestione oppure se vuole una Lugano "off limits" per forme di autogestione in Città", ricordano Barchi e Bernasconi.

Che proseguono: "A due mesi di distanza dal primo termine dato dall’ormai ex Municipio la situazione rimane in gran parte la stessa, con lo sgombero forzato che resta, da quanto ci pare di capire in base alle notizie riferite dalla stampa, una possibilità concreta, seppur con un adeguamento dei termini in conformità con le tempistiche previste dalla legge in materia di contratti di locazione. Per quanto riguarda il nostro appello, come avevamo già avuto modo di scrivere, riteniamo innanzitutto che esso quale primo risultato, abbia contribuito ad abbassare i toni bellicosi che hanno caratterizzato le settimane antecedenti le elezioni comunali del 18 aprile. Per quanto riguarda i punti del nostro appello ritentiamo il primo superato, visto che la campagna elettorale si è conclusa e il nuovo Municipio si è insediato senza lo sgombero dell'ex Macello. In merito al secondo punto, ovvero la conformità del termine di 20 giorni per sfrattare i Molinari dall’ex Macello nel rispetto delle leggi svizzere e ticinesi, ci pare che alla luce delle ultime novità, il nostro interrogativo fosse più che mai fondato".

E per quanto concerne le altre domande? "I punti tre (in particolare su come il Municipio “ha intenzione di gestire le possibili manifestazioni di solidarietà verso l'esperienza dell'autogestione”) e quattro, rimangono ad oggi irrisolti. Ci preme sottolineare che secondo la Convenzione sottoscritta da Municipio, Cantone e Alba spetta alla Città trovare un sedime alternativo per l’autogestione (e allo stato attuale, stando a quanto riportano i media, la Città di Lugano non ha avanzato ancora proposte concrete su dove ubicare realtà come quelle dell'autogestione). Valutato che ora sembra ancora delinearsi una prospettiva di scontro con gli autogestiti, tramite l’opzione di uno sgombero forzato, abbiamo ufficialmente inviato al nuovo Municipio di Lugano il nostro appello, con la speranza che esso possa smuovere le acque a favore di una soluzione improntata al dialogo e non a sterili polarizzazioni".

Ecco la lista completa di chi ha firmato: Arnaldo Alberti, Nina Altoni, Daniel Barray, Fausto “Gerri” Beretta-Piccoli, Rocco Bianchi, Leonardo Brönnimann, Aurelio Buletti, Antonia Cambin, Franco Cavalli, Giampiero Casagrande, Demis Fumasoli, Marisa Filipponi, Franco Marinotti, Francesco Mariotta, Pietro Martinelli, Marianna Meyer, Giorgio Noseda, Mariadele Patriarca, Luca Piercecchi. Cristiano Poli Cappelli, Cristina Pulfer, Claudia Pusterla, Fabio Pusterla, Sergio Roic, Giovanna Roncoroni Buletti, Guido Sassi, Tommaso Soldini, Michel Venturelli, Filippo Zanetti. 

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