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Keystone-SDA-Tipress/Samuel Golay
Politica
31.05.21 - 18:490

L'UDC: "Municipio, ci vuole più fermezza. E Bellinzona la smetta di fare melina"

I democentristi sono soddisfatti solo dello sgombero, per il resto 'bacchettano' sia la Città che il Cantone. "Che sia il Governo cantonale a trovare una soluzione definitiva che non contempli in alcun modo il territorio del Comune di Lugano"

LUGANO - L'UDC è stato, assieme alla Lega, uno dei più strenui sostenitori di uno sgombero dell'ex Macello. La sezione luganese sta raccogliendo firme per chiedere che gli autogestiti non trovino più spazio in Città. E oggi coglie l'occasione per attaccare il Consiglio di Stato, che a suo dire ha lasciato totalmente sola Lugano.

L’UDC Lugano" è sicuramente soddisfatta dell’avvenuto sgombero degli ex molinari dall’ex-Macello e plaude al Municipio per aver finalmente agito dopo l’ennesimo illecito commesso dagli autogestiti, violando una proprietà privata".

Ma è "una soddisfazione che però termina qui, poiché il Municipio, anziché chiudere la  questione in via definitiva, pare abbia deciso di porgere l’altra guancia. Come se le Autorità e la
cittadinanza non fossero già state schiaffeggiate abbastanza da questo gruppetto d’incivili. L’UDC esige maggior risolutezza da parte dell’Esecutivo cittadino che, invece di cercare nuovamente un dialogo e, quindi, scendere a patti con chi non ha il ben che minimo rispetto dell’ordine pubblico, delle Autorità e della legge, dovrebbe chiamare finalmente in causa il Cantone, lasciando a quest’ultimo il compito di sbrogliare la matassa".

L’UDC Lugano "condanna fermamente il lassismo dell’Esecutivo cantonale nei confronti della Città. Il Consiglio di Stato, infatti, non può assolutamente chiamarsi fuori dalla faccenda. “L’autogestione” non è una tematica di competenza comunale, bensì prettamente cantonale. Quindi è ora che a Bellinzona la piantino di fare melina e inizino a prendersi le proprie  responsabilità su quanto sta accadendo sulle rive del Ceresio. Dopo esser riuscito a rifilare la patata bollente nel 2002 con la promessa che sarebbe stata una soluzione provvisoria, il Governo è praticamente sparito dalla scena lasciando Lugano abbandonata a se stessa a gestire/subire le angherie e gli illeciti degli autogestiti. Dopo ben diciannove anni la pazienza è
oltremodo esaurita. Che sia il Governo cantonale a trovare una soluzione definitiva che non contempli in alcun modo il territorio del Comune di Lugano", continua la nota.

"Il CSOA in tutti questi anni ha dimostrato chiaramente di disprezzare le Istituzioni, di infischiarsene altamente delle leggi e di non aver il ben che minimo rispetto per l’ordine pubblico e chi è chiamato a farlo rispettare. Un atteggiamento autodistruttivo che ha portato gli autogestiti nella situazione in cui si trovano ora, e qualora l’iniziativa venisse approvata li porrebbe nella posizione di non poter pretendere", prosegue.

 

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