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Politica
28.06.21 - 10:550

Sono sempre di più i giovani formati e competenti ma in assistenza o ridotti a essere working poor. L'allarme della Gioventù Comunista

Il movimento ha lanciato una petizione chiedendo una maggiore tutela dei giovani sui posti di tirocinio con controlli frequenti da parte degli ispettori di tirocinio e momenti di informazione sui propri diritti, cessazione di stages non pagati, ...

di Mattias Codoni*

 Il primo maggio scorso, in occasione della Giornata dei Lavoratori, abbiamo lanciato come Gioventù Comunista la petizione “Stop al Precariato Giovanile”, volta almeno a limitare il fenomeno del precariato fra i giovani. Negli ultimi decenni il precariato sta infatti divenendo una piaga nel mercato del lavoro. Una parte del padronato ha indebolito le condizioni contrattuali riuscendo, dove possibile, a trovare stratagemmi per garantire i propri interessi a scapito di quelli della classe lavoratrice. La precarizzazione porta con sé il progressivo sgretolamento dei diritti ottenuti con anni di importanti lotte sindacali e, oltre a ciò, minaccia le condizioni sociali ed economiche stabili, che da realtà sono divenuti miraggi per una fetta di popolazione non certo trascurabile.

Ma ad esserne colpita non è solo la fascia della popolazione adulta, il fenomeno del precariato si estende anche e soprattutto ai giovani, siano essi apprendisti, studenti o stagisti. È proprio sulla fascia più giovane della popolazione che si concentra la nostra petizione, su coloro che iniziano insomma a muoversi nell'ambiente lavorativo e che si trovano in una condizione incerta.

Apprendisti che durante la formazione finiscono per essere sfruttati e trascurati e che si trovano così impossibilitati nel mettere in pratica ciò che la scuola professionale insegna non sono casi sporadici. Vigilare maggiormente è necessario se non d'obbligo. Gli apprendisti stessi devono venire a conoscenza dei loro diritti in quanto lavoratori, perché anche se tirocinanti godono di diritti che devono essere rispettati e tutelati. La scuola può (o meglio deve) avere un ruolo centrale nel far apprendere maggiormente tali diritti, compresi quelli sindacali, di cui spesso non si è a conoscenza.

Il tasso di giovani che si trovano a dover vivere di assistenza sta raggiungendo livelli preoccupanti: si tratta spesso di giovani formati e competenti, ma disoccupati; o di giovani lavoratori che non guadagnano il necessario per condurre una vita dignitosa e in autonomia.

Anche gli stagisti dovrebbero avere accesso ad una remunerazione adeguata alle ore per cui hanno lavorato (quando invece spesso nemmeno vengono pagati con la scusa del «fare curricolo»), e lo stesso dovrebbe valere per gli studenti che svolgono dei lavori fuori dagli orari scolastici e universitari. Questi lavoretti extra permettono a numerosi studenti di sopravvivere e di pagarsi la formazione.

La nostra petizione tenta di arginare questo problema con proposte fattibili, solo per citarne alcune: una maggiore tutela dei giovani sui posti di tirocinio con controlli più frequenti da parte degli ispettori di tirocinio e momenti di informazione sui propri diritti, cessazione di stages non pagati e un maggiore sostegno per l'inserimento nel mondo professionale. Per questo motivo vi invito a firmare e diffondere questa petizione che potete trovare online (https://act.campax.org/ petitions/stop-al-precariato- giovanile) o scaricare in versione cartacea (https://www.partitocomunista. ch/?wpdmpro=stop-al- precariato-giovanile).

*membro di coordinamento della Gioventù Comunista

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