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Una famiglia consegna il figlio ai soldati: una delle immagini che sta facendo il giro del web
Politica
23.08.21 - 11:180

Fonio e Dadò: "Ci lascia basiti che il Consiglio Federale non voglia accogliere i profughi afgani"

I popolari democratici chiedono al Consiglio di Stato di "offrire la propria disponibilità a ospitare in particolare donne, bambini e persone vulnerabili"

BELLINZONA - Il Consiglio Federale non vuole accogliere i profughi provenienti dall'Afghanistan, cosa ne pensa il Consiglio di Stato? Lo chiedono Giorgio Fonio e Fiorenzo Dadò in una interrogazione. 

"Quanto sta accedendo in Afghanistan da giorni è sotto gli occhi di tutta la comunità internazionale, Svizzera compresa. Le sofferenze di cui è vittima la popolazione ha sconvolto ognuno di noi. Uomini e donne perseguitati dai talebani che rischiano la vita e genitori che pur di mettere in salvo i propri figli (anche neonati), nella più totale disperazione, li consegnano ai soldati americani pregandoli di portarli con loro gettandoli attraverso il filo spinato", scrive il popolare democratico.

"Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli al Consiglio Federale affinché si faccia parte attiva nell’accogliere i profughi afgani che disperatamente stanno cercando di lasciare il paese. Nonostante ciò, il Governo Federale, ha dichiarato di non volere accogliere gruppi in fuga
dall’Afghanistan. Una risposta che ha lasciato senza parole numerosi cittadini. Pensando al nostro Paese e alla sua tradizione umanitaria, questa decisione lascia basiti e senza parole. Le immagini drammatiche di un popolo terrorizzato e fortemente in pericolo, dovrebbero muovere la coscienza verso un approccio orientato all’apertura e al sostegno".

E chiedono al Consiglio di Stato se "non ritiene necessario farsi parte attiva presso il Consiglio Federale offrendo la propria disponibilità nell’accogliere sul nostro territorio dei profughi afgani, in particolare donne, bambini e persone vulnerabili?  Crediamo che davanti a tanta disperazione sia semplicemente il minimo che si possa fare".

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