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Il Blog di Don Gianfranco
18.09.22 - 11:310

Papa Francesco in Kazakistan: “La pace è urgente: ogni guerra non può che avere un pericoloso effetto domino”

Don Feliciani: "Il viaggio dimostra, ancora una volta, come il dialogo interreligioso rappresenti un punto fermo dell’agenda pastorale"

Di Don Gianfranco Feliciani

Nei giorni scorsi Papa Francesco è volato in Kazakistan per partecipare al VII Congresso delle religioni mondiali e tradizionali, ma anche per rendere visita alla piccola comunità cristiana del Paese (250.000 cattolici su 19 milioni di abitanti, in prevalenza musulmani).

Il viaggio dimostra, ancora una volta, come il dialogo interreligioso rappresenti un punto fermo dell’agenda pastorale di Francesco, il quale ha al suo attivo passi di grande rilievo, come il rapporto di amicizia e di stima con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, che ha ricevuto più volte in Vaticano e che ha visitato al Cairo. Di importanza storica è il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi dal Papa e dal Grande Imam. A questo testo, Francesco ha fatto riferimento nell’enciclica “Fratelli tutti”: “Dio ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro”.

Ma in un momento in cui la “globalizzazione dei cuori” è messa a dura prova dalle gravi tensioni internazionali, il mondo religioso è confrontato con la sempre risorgente tentazione dei nazionalismi. Le Religioni e le Chiese di Stato sono sempre, per la loro stessa natura, inevitabilmente esposte al pericolo di declinare la fede a mero strumento della politica dominante, al rischio di ubbidire più al monarca di turno che alla Parola di Dio. Il cristianesimo ortodosso, in seguito all’aggressione russa dell’Ucraina, si trova ora dolorosamente lacerato. E non ha stupito nessuno il fatto che il grande assente al Congresso dei leader delle religioni mondiali sia proprio il patriarca di Mosca Kirill…

Tuttavia, le religioni, nella loro naturale e genuina aspirazione al mistero e ai valori dello spirito, sono chiamate a trascendere l’umano, certamente ad illuminare l’umano, senza però rimanervi imprigionate. Significativo il monito di Gesù ai suoi discepoli: “Siate nel mondo senza essere del mondo”. Solo dentro questa “differenza” che è il coraggio della “profezia”, le religioni insieme in spirito fraterno, senza confusioni sincretistiche ma nel rispetto delle differenti tradizioni, possono offrire all’intera umanità un decisivo contributo alla causa della pace e della giustizia.

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