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22.04.20 - 12:030

Dopo l'HC Lugano lascia anche il Biasca. Il progetto Rockets perde i suoi fondatori

Il presidente dell'Associazione Edy Pironaci lascia il Cda: "Mai lo avremmo pensato e soprattutto voluto. Siamo tristi, abbiamo fatto il massimo..."

BIASCA – L’Associazione HC Biasca fa un passo indietro e lascia i Ticino Rockets. Promotrice e realizzatrice del progetto, la società biaschese ha comunicato oggi le dimissioni dal Cda del presidente Edy Pironaci. Il motivo? “Dopo un’approfondita analisi della situazione venutasi a creare in seno alla gestione societaria e sportiva dell’HC Biasca SA, impotenti dinnanzi a fondamentali cambiamenti imposti dai dirigenti dell’HCAP e dalla governace dei Rockets, essendo venuti meno i presupposti iniziali che vedevano a Biasca la gestione neutra e condivisa di una società che perseguisse gli interessi di tutti gli sportivi ticinesi, come annunciato nel breve comunicato dello scorso 19.02.2020, si è vista costretta a fare un passo indietro”, si legge in una nota stampa.

“Increduli, siamo oggi a scrivere qualcosa che mai avremmo pensato e soprattutto voluto. Lo facciamo con profonda tristezza e delusione dopo aver lottato con tutte le nostre forze, purtroppo invano, nel tentativo di riportare al dialogo e alla condivisione coloro che si ritenevano e ritengono legittimati a imporre le proprie idee e allontanarsi dallo spirito iniziale, privilegiando interessi di parte rispetto a quelli comuni del progetto. Ricordiamo che il progetto Rockets è nato su nostra iniziativa e grazie ad un lavoro estenuante che abbiamo svolto nei tre anni di prima lega (2013/2016). In questo lasso di tempo, in particolare tra il 2014 e il 2015, i componenti della nostra associazione hanno lavorato instancabilmente investendo moltissimo tempo e denaro”.

E ancora: “Dopo aver raccolto (soprattutto grazie all’adesione di Raiffeisen Tre Valli e la Federazione Raiffeisen Ticino e di seguito a tutti gli sponsor composti in gran parte da conoscenti e amici, che non finiremo mai di ringraziare) i fondi necessari per finanziarie la gestione dei Rockets per i successivi tre anni, dopo aver effettuato tutto ciò che la Lega Svizzera di Hockey (LH) ci ha chiesto, dopo aver creato tutti i presupposti logistici, sportivi, amministrativi, ecc…, per la nascita dell’HC Biasca SA e dopo aver convinto della bontà del nostro lavoro Ambrì e Lugano, abbiamo inoltrato il dossier e il 27.01.2016 abbiamo ottenuto la licenza per giocare in Swiss League come Farm Team. Il 03.03.2016 è partito ufficialmente il progetto approvato da tutti gli azionisti e dalla LH, che prevedeva quali condizioni di base, dalle quali nessuno si poteva discostare, la partecipazione attiva di ogni azionista al Consiglio d’Amministrazione della SA e una gestione amministrativa e sportiva condivisa e neutrale”.

“In questo senso e con questi valori fondamentali, era stato creato il patto parasociale che sanciva i principi di base del progetto, soprattutto in fatto di equilibri societari e rappresentanti in Consiglio d’Amministrazione (3 Biasca, compreso il presidente, 2 Ambrì, 1 Lugano e 1 Bellinzona). Patto per cui tutti gli azionisti si erano impegnati al rinnovo entro il 31.08.2018. La nostra (associazione HCB) decisione di consentire in via fiduciaria all’Ambrì di detenere il 51% delle azioni (era necessario per regolamento della LH che un club di LNA le detenesse), non le dava alcun diritto preferenziale sugli altri azionisti e non chiedeva all’Ambrì sforzi accresciuti nella gestione dei Rockets. Purtroppo, sin dalle prime settimane dalla creazione dell’HC Biasca SA una maggioranza interna al CdA ha iniziato a mettere in atto una gestione societaria contraria ai principi del progetto, che fondamentalmente non faceva il bene dei Rockets, tanto da creare spesso malumore e tensioni interne. A livello sportivo, in particolare negli ultimi tre anni, ci si è resi conto che la gestione generale non era bilanciata e non faceva gli interessi di tutti, creando una situazione d’instabilità cronica, sia nella qualità della rosa messa in campo e sia, molto spesso, nella quantità di giocatori presenti nelle partite e in particolare negli allenamenti, rendendo così molto difficile il lavoro degli staff tecnici che si sono succeduti e rendendo spesso poco appagante anche il duro lavoro richiesto ai ragazzi presenti stabilmente a Biasca”.

Nella lunga nota dell’Associazione HC Biasca vengono spiegate anche le divergenze. “A livello di gestione societaria, negli ultimi due anni gli azionisti si sono scontrati nell’ambito del rinnovo degli accordi che garantivano appunto l’equilibrio societario iniziale. Sia nelle discussioni del 2019 che in quelle odierne, la nostra associazione e HCL avevano chiesto che i tre seguenti punti fossero ristabiliti come erano da tutti accettati in origine: 1. Consiglio d’Amministrazione rappresentato unicamente da azionisti che partecipano attivamente alla vita dei Rockets; 2. Accordi scritti (nuovo patto parasociale) per un rilancio dei Rockets su un periodo minimo di 3 anni; 3. Presenza di una persona che gestisse in modo corretto le dinamiche di scambi sportivi tra i Rockets e i Partner (come era in origine con la presenza di Luca Cereda). I rappresentanti dell’Ambrì, trovando terreno fertile in una parte del CdA dei Rockets, si sono sempre opposti al fatto di ridare equilibrio alla società, evitando anche per lunghi mesi incontri finalizzati a trovare soluzioni, motivo per cui, dopo alcune riunioni e ricevuti gli ultimi scritti sempre volti ad imporre scelte diverse e a proporre ancora ulteriori periodi di prova che non davano garanzia alcuna di miglioramento a lungo termine, fatto l’ultimo tentativo (il 17.03.2020) di trovare un’intesa mediata con i rappresentanti dell’Ambrì, innanzi al solito e perentorio nulla di fatto, siamo giunti all’unica e ovvia conclusione; cioè che i medesimi, non avevano e non hanno alcuna intenzione di ripristinare gli accordi e equilibri iniziali a vantaggio di una loro gestione in autonomia. Per questi motivi, coerentemente con quanto abbiamo sostenuto sin dalla creazione dei Rockets riguardo al loro funzionamento (il tutto aveva senso solo con l’attiva partecipazione dei fondatori e di Ambrì e Lugano), di fronte all’alternativa di rimanere in CdA per un ulteriore “anno ponte” (senza garanzie future su equilibri e gestione generale), negli attuali disequilibri e senza aver voce in capitolo, a malincuore e ancora increduli, abbiamo deciso di abdicare”.

Il Biasca si dice sicuro di “aver fatto il massimo che era nelle nostre possibilità a favore di questa società, consapevoli di aver agito sempre in modo responsabile, coerente, nel rispetto delle persone, degli impegni presi volti a perseguire il bene dei Rockets e del progetto come inizialmente concepito (per tutto il Ticino), garantendo anche la necessaria solidità finanziaria e gestionale. Lasciamo, infatti, una società sana. Ci rendiamo conto, e anche per questo siamo increduli, che l’insuccesso di un progetto nato sulle basi di unione e rispetto reciproco, avviene nel momento più duro e incerto a seguito della pandemia che ci sta colpendo tutti indistintamente e che sta colpendo l’economia in modo devastante”.

“A maggior ragione fatichiamo a capire come si possa essere arrivati a tanto, come si possa volere questo epilogo difronte ad un periodo d’incertezza generale che giocoforza colpirà molte aziende, linfa vitale per le società sportive. Proprio per questo, visto quanto sta accadendo, riacquistare il giusto equilibrio e rimanere uniti tra azionisti sfruttando il contributo di tutti, sarebbe stata e sarebbe, una dimostrazione di grande umiltà, responsabilità e rispetto verso tutti coloro, in primis il Municipio di Biasca, Raiffeisen, tutte le aziende amiche, i volontari, ecc…, che hanno creduto nella nostra realtà sportiva con gli equilibri più volte menzionati”.

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