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Tribuna Libera
05.02.24 - 12:400

Valenzano Rossi vs Amalia Mirante: "La politica disfattista da perenne campagna elettorale"

"Non bisogna andare lontano per vedere quali sono gli effetti di questa narrativa menzognera. Vogliamo davvero arrivare lì?"

La municipale di Lugano Karin Valenzano Rossi replica all'opinione della candidata al Municipio di Avanti Amalia Mirante che abbiamo ospitato sabato. Tema: il discusso investimento per l'acquisto dello stabile EFG (ex Banca del Gottardo) che dovrebbe ospitare la futura Cittadella della giustizia, sul quale il Gran Consiglio deciderà nella sessione che inizia oggi.

Di Karin Valenzano Rossi *

La giustizia è un compito primario ed essenziale dello Stato, per garantire il rispetto delle leggi e la sicurezza dei Cittadini. Non è una spesa di lusso e certamente non può essere paragonata ad una macchina comprata in leasing. La giustizia semmai potrebbe essere paragonata a beni di prima necessità per una famiglia come il cibo, un tetto sopra la testa, le cure sanitarie e l‘aria che si respira. Qualcosa di talmente esistenziale per una famiglia, che la sua assenza può determinarne la scomparsa.

L‘acquisto non è un leasing. All’uscita di soldi corrisponde l‘entrata in proprietà di un bene di pari valore, che tra l‘altro, essendo un immobile, è destinato a crescere e non é esposto al deprezzamento immediato come un‘auto. All‘auto si può rinunciare, ci sono altri mezzi di trasporto, alla giustizia certamente no! Se proprio dovessi scegliere un paragone per semplificare, sceglierei l‘immagine dell’acquisto in tempo di guerra di un appezzamento di terra per poter coltivare gli alimenti necessari per poter sopravvivere degnamente, con magari una capra e una gallina per latte e uova.

Lo sa certamente anche chi, facendo leva per la continua campagna elettorale sui cittadini scontenti per le troppe difficoltà - che naturalmente capisco e di cui ho assoluto rispetto -, veicola tesi scorrette ma di grandissimo impatto comunicativo. Passate le campagne, rimarranno però i risultati, e i cittadini così ingannati saranno ancora più giustamente arrabbiati.

Lo sappiamo, la semplificazione dei messaggi è necessaria, ma deve essere corretta, sennò è solo pubblicità ingannevole; ma allora si passa dalla politica - quella seria - ai messaggi degli influencer. Certo fanno presa, ma i cittadini nelle sedi istituzionali vogliono persone, che si curano davvero dei problemi e non solo della propria immagine o del personale esito elettorale.

In campagna elettorale, si sa, i messaggi diventano roboanti, ecco perché di principio le campagne durano periodi limitati, ma purtroppo assistiamo a campagne elettorali continue, con gli stessi candidati per qualsiasi carica istituzionale, che durano ormai anni, passando da una legislatura all‘altra sempre e solo in campagna elettorale. Nemmeno vengono approfonditi i temi specifici o portati argomenti puntuali, semplicemente si fa planare il sospetto generale di incompetenza, di interessi personali poco nobili o approcci scellerati da scialacquatori.

Come si fa a invitare ‘a NON fare’? Criticare è più facile che fare ma usare il concetto di non fare come proposta critica è diabolico. Se non si propongono soluzioni ai problemi, che possono essere più o meno condivisibili, mi chiedo cosa voglia dire fare politica e occuparsi del futuro dei cittadini. A meno che non si voglia fare politica solo per fare polemica, per discutere di quale auto comprare per poi accorgersi, dopo tanta discussione, che l’auto nel frattempo non è più il mezzo di trasporto.

La giustizia merita rispetto! I cittadini meritano rispetto! Se la politica, espressione medesima delle istituzioni, comincia a schernire sé stessa e anche la giustizia, che è chiamata a far rispettare le leggi dello Stato, il declino non solo è garantito ma è già a uno stadio molto avanzato. Non bisogna andare lontano per vedere quali sono gli effetti di questa narrativa disfattista e menzognera: basta guardare poco più a sud. Vogliamo davvero arrivare lì?

Mi sono presa il tempo di leggere con attenzione il messaggio governativo e i rapporti della commissione della gestione e finanze del gran consiglio sull‘acquisto dello stabile EFG! Si possono avere opinioni diverse, ma non si può certamente dire che sia stato fatto un lavoro superficiale o che non sia stato approfondito tutto quanto era doveroso fare! 

Da Municipale della Città di Lugano poi, sono molto preoccupata di vedere messa a rischio l‘unica soluzione possibile, che garantirebbe una giustizia efficiente, il mantenimento di preziosi posti di lavoro dei nostri residenti, il mantenimento dell’indotto creato in Città da tutti gli attori economici connessi, come studi legali, fiduciarie, commerci e ristorazione. Oltre alla giustizia, permettetemi di avere a cuore anche la Città di Lugano!

* municipale PLR di Lugano

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