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11.05.20 - 09:170

Bruno Cereghetti: "Sono scettico sulle riaperture"

“L’opzione non mi convince. Soprattutto nel nostro Cantone, dove la mortalità da COVID-19 è di 95.7 esseri umani per 100'000 abitanti, quando nell’insieme degli altri Cantoni tale tasso si ferma a 14.6”

di Bruno Cereghetti *

 

L’opzione non mi convince. Soprattutto nel nostro Cantone, dove la mortalità da COVID-19 è di 95.7 esseri umani per 100'000 abitanti, quando nell’insieme degli altri Cantoni tale tasso si ferma a 14.6 (dati del 9 maggio 2020).

 

Le evidenze scientifiche internazionali più recenti vanno in senso diametralmente opposto.

Comincerò dall’OMS, e dalle parole del suo Vicedirettore Ranieri Guerra (TG RSI 8 maggio 2020): “Nessun tipo di apertura di strutture commerciali o di attività produttive riesce a reggere al di sotto di un tasso di diffusione del virus inferiore a 1, che è quello che dobbiamo mantenere nel momento in cui si riaprono le scuole. Quindi le scuole rappresentano una specie di bomba a tempo che mina le possibilità di aprire altre strutture produttive”.

 

Il Prof. Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia, così si è espresso (RAI, 3 maggio 2020): “Abbiamo visto dall’inizio dell’epidemia che i bambini non si ammalano. Un virologo tedesco ha studiato la carica virale nelle varie fasce di età: la carica virale dei bambini è sostanzialmente identica a quella degli adulti. Altri studi hanno analizzato il ‘tasso di attacco’ del virus, identico in bambini ed adulti. I bambini sono un serbatoio efficace per il virus. Chiudere le scuole è stato molto saggio”.

Il Prof. Massimo Galli, primario di malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, dal canto suo ha affermato (27 aprile 2020) che “È troppo presto per riaprire le scuole. Le scuole sono un incubatore perfetto per il Covid19”.

 

Lo studio tedesco a cui alludeva il Prof. Burioni, effettuato su 3’712 pazienti COVID-19, è stato coordinato dal Prof. Christian Drosten, direttore dell'Istituto di virologia dell’ospedale Charité di Berlino, con altri 8 scienziati, dal titolo An analysis of SARS-CoV-2 viral load by patient age, pubblicato il 29 aprile 2020, la cui sintesi è la seguente: “L'analisi della varianza delle cariche virali in pazienti di diverse categorie di età non ha riscontrato differenze significative tra le categorie di età, compresi i bambini. In particolare questi dati indicano che le cariche virali nei giovanissimi non differiscono significativamente da quelle degli adulti. Sulla base di questi risultati, dobbiamo mettere in guardia contro una riapertura illimitata di scuole e asili nella situazione attuale. I bambini possono essere contagiosi come gli adulti”.

 

L’altro studio a cui alludeva il Prof. Burioni, condotto dal Center for Emerging Viral Diseases, che fa parte dell’Ospedale universitario di Ginevra (HUG) e della Facoltà di Medicina dell'Università di Ginevra (Shedding of infectious SARS-CoV-2 in symptomatic neonates, children and adolescents; 1° maggio 2020), evidenzia che "sarebbe ingenuo non considerare i bambini come trasmettitori", e conclude che “I modelli di diffusione del virus che riguarda la SARS-CoV-2 nei bambini sintomatici sono simili a quelli osservati negli adulti. Pertanto, la trasmissione di SARS-CoV-2 dai bambini è plausibile”.

 

Isabella Eckerle, una delle autrici dello studio di Ginevra, ha precisato che "i bambini sono stati particolarmente protetti dall'inizio dell'epidemia” e che “i loro contatti sono stati limitati; questo potrebbe in parte spiegare perché ci sono poche prove della trasmissione da loro".

Il Prof. Burioni ha infine chiosato il tutto come segue: lo studio ginevrino conferma “in modo diretto che il virus presente nella gola e nel naso dei bambini può infettare. I dati dei colleghi tedeschi lo facevano sospettare fortemente; i dati svizzeri lo evidenziano in modo definitivo. La riapertura delle scuole potrebbe dunque essere un problema e – a posteriori – abbiamo fatto bene a tenerle chiuse per limitare l’epidemia. Questi studi lo indicano in modo chiaro”.

 

Personalmente, ribadendo la mia ottica umanistica nella lettura del fenomeno, non ho altro da aggiungere.

 

* ex capo Ufficio assicurazione malattia

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