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Cronaca
05.06.21 - 13:500

La cultura a difesa del Molino: Uso della forza sproporzionato"

A prendere posizione La Casa della Letteratura, da ChiassoLetteraria, Festival Internazionale di Letteratura, Ticino Poetry Slam, Festival di letteratura per ragazzi Storie Controvento, Ads, ASSI, Luminanza e anche A*dS

LUGANO - Anche il mondo della cultura si rammarica di quanto successo all'ex Macello. Per esempio, La Casa della Letteratura ha inviato un comunicato, firmato anche da ChiassoLetteraria, Festival Internazionale di Letteratura, Ticino Poetry Slam, Festival di letteratura per ragazzi Storie Controvento, Ads (Autrici ed Autori della Svizzera), ASSI (Associazione Svizzera degli Scrittori di lingua Italiana) e Luminanza. Reattore per la drammaturgia contemporanea svizzera di lingua italiana.

Ecco il testo:

"La Casa della Letteratura per la Svizzera italiana ha assistito con sgomento e viva preoccupazione alla violenza di cui è stata vittima un’altra Casa della cultura, la comunità CSOA Il Molino di Lugano, demolita nel corso di un’operazione di polizia nella notte del 29 maggio. Presso il Molino, sono nate o per molto anni si sono svolte molteplici manifestazioni culturali, letterarie, musicali, cinematografiche, politiche, di non secondaria importanza sulla scena luganese e svizzero-italiana (il Ticino Poetry Slam nel 2013/14; il Morel, il Fiaska, il Casotto e molte esperienze di teatro sperimentale)

Il medesimo sgomento e preoccupazione sono manifestati anche da ChiassoLetteraria, il Ticino Poetry Slam, il Festival di letteratura per ragazzi Storie Controvento, l’Ads (Autrici ed Autori della Svizzera), l’ASSI (Associazione Svizzera degli Scrittori di lingua Italiana) e dal Comitato organizzativo di Luminanza. Reattore per la drammaturgia contemporanea svizzera di lingua italiana.

La sproporzione nell’uso della forza, il gesto di intolleranza e di spregio che l’hanno resa possibile, la violazione delle fondamentali norme etiche e democratiche: tutto questo e molto altro ancora non può che preoccupare gravemente chi ha sempre posto l’idea della coabitazione e della mediazione culturale al centro del proprio progetto.
Le ruspe che hanno abbattuto una parte del Molino hanno colpito, oltre a una comunità degna di rispetto, un simbolo importante, un’idea di cultura alternativa ventennale che merita ascolto, attenzione e accoglienza. La demolizione avvenuta con il favore delle tenebre, evidentemente orchestrata in segreto, è a sua volta un gesto, oltre che materiale, simbolico, il cui significato è profondamente inquietante.

Per questo noi tutti esprimiamo solidarietà alla comunità CSOA, deplorando quanto accaduto e sperando vivamente che un vero dialogo possa nonostante tutto essere instaurato, proprio a partire da quelle macerie, per trovare finalmente una soluzione dignitosa e definitiva a un problema che avrebbe potuto e dovuto essere risolto da molto tempo, civilmente.
La letteratura, a cui la nostre Case sono istituzioni dedicate, rappresentano una tensione ideale «nemica di ciascun crudele», come recita un verso splendido di Giorgio Orelli, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita.

È con questo spirito, nel rifiuto di ogni crudeltà, che invitiamo tutti a fermarsi e a riflettere su ciò che è stato. Una pericolosa deriva può ancora essere arrestata, se alla violenza e alla rabbia si potrà rispondere con la parola e con il pensiero, con la comprensione e con la tolleranza". 

La firma è di Fabiano Alborghetti, Presidente della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana, con l’avvallo del comitato di direzione e la commissione di programmazione.

Anche l’Associazione Autrici ed autori della Svizzera A*dS ha espresso solidarietà, deplorando "l’azione di forza delle autorità contro il Centro sociale CSOA il Molino di Lugano, in particolare la demolizione – avvenuta nella notte del 29 maggio scorso – di una parte della sede all’ex Macello.  Il Molino è una realtà autogestita di cultura alternativa attiva da decenni che andava sostenuta, non repressa, non distrutta con un gesto dalle tristi connotazioni simboliche (oltre che pratiche). Le autrici e gli autori, le traduttrici e i traduttori svizzeri ritengono che la cultura abbia diritto - forse perfino il compito – di esprimersi anche in forme nuove, non istituzionali, che possono assumere toni di resistenza e di ribellione e che i giovani abbiano diritto a uno spazio gestito autonomamente secondo valori altri da quelli dominanti. Per questo l’A*dS spera che, come in altre città svizzere, anche Lugano possa presto ospitare un nuovo centro dove i giovani autonomi, e la loro espressione artistica, trovino non uno spazio combattuto, incerto e sempre provvisorio, ma una vera «casa», collettiva, condivisa e creativa".

 

 

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