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Cronaca
17.12.21 - 15:360

Ecco le misure: 2G, obbligo del telelavoro, incontri privati al massimo con 10 persone se ci sono non vaccinati

Negli spazi pubblici al chiuso potrà entrare solo chi è vaccinato o guarito, con consumazione seduti e mascherina. Chi non può garantire le condizioni dovrà richiedere anche il test (non a tutti). Booster dopo 4 mesi

BERNA - Da lunedì 20 dicembre 2021 i provvedimenti contro la diffusione del coronavirus saranno inaspriti. Agli spazi interni dei ristoranti e delle strutture culturali, sportive e per il tempo libero e alle manifestazioni al chiuso avranno accesso soltanto persone vaccinate o guarite. In questo modo si riduce il rischio che vengano contagiate persone non immunizzate. Se contraggono il virus, queste ultime sono infatti più infettive e molto più soggette a decorsi gravi della malattia.

Quale ulteriore protezione, in tutti questi luoghi sarà obbligatorio portare la mascherina e si potranno consumare cibi e bevande soltanto stando seduti. Dove non è possibile indossare la mascherina, per esempio durante le prove di gruppi di strumenti a fiato, o non si può consumare stando seduti, come in discoteca o al bar, l’accesso sarà consentito soltanto a persone vaccinate o guarite risultate negative al test.

Dall’obbligo del test sono esentate le persone la cui vaccinazione, il cui richiamo o la cui guarigione risalgono a non più di quattro mesi prima. Sarà inoltre reintrodotto l’obbligo del telelavoro.

Gli incontri privati cui sarà presente una persona non vaccinata o guarita di più di 16 anni saranno limitati a dieci persone.

È quanto ha deciso il Consiglio federale nella sua seduta del 17 dicembre 2021, nella quale ha inoltre disciplinato l’assunzione dei costi dei test e deciso l’acquisto di ulteriori dosi di vaccino.

La situazione epidemiologica è preoccupante: il numero dei ricoveri continua a crescere e in alcune regioni il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva è molto alto. A essere ricoverate sono soprattutto persone non vaccinate di mezza età o in età avanzata. Il 13 dicembre è stata superata per la prima volta la soglia critica di 300 pazienti COVID-19 ricoverati in terapia intensiva. A partire da questa soglia non è più possibile garantire un'assistenza ottimale a tutti i pazienti, perché gli ospedali sono costretti a rinviare o ritardare il trattamento di altre malattie. Stando alle stime attuali, il numero di pazienti COVID-19 ricoverati in terapia intensiva crescerà ulteriormente e a fine anno si situerà
tra i 350 e i 400.

A questo si aggiungono i contagi con la variante Omicron, che dovrebbero aumentare significativamente ancora prima di Natale. Secondo prime osservazioni, la variante Omicron è più contagiosa della variante Delta. La vaccinazione e la guarigione da una precedente infezione sembrerebbero offrire una protezione molto meno efficace contro la nuova variante. La protezione è tuttavia nettamente più alta per chi si è vaccinato o ha fatto il richiamo di recente. Se la protezione vaccinale si rivelerà bassa, i contagi aumenteranno anche tra la popolazione vaccinata. Non è tuttavia ancora chiaro quale livello di gravità possa raggiungere la malattia da variante Omicron né in che misura le persone vaccinate siano protette dalle forme più gravi. Se i casi gravi saranno molti, il sistema sanitario, già sovraccarico, sarà sottoposto in brevissimo tempo a una pressione che non potrà più reggere.

Provvedimenti più restrittivi

Dopo aver consultato i Cantoni, le commissioni parlamentari competenti, le parti sociali e le associazioni direttamente interessate, il Consiglio federale ha deciso oggi provvedimenti più restrittivi che resteranno in vigore fino al 24 gennaio 2022. Essendo la variante Omicron assai contagiosa, i nuovi provvedimenti concernono in parte anche le persone vaccinate o guarite. L'obiettivo è di proteggere al meglio le strutture ospedaliere da un ulteriore sovraccarico in modo da garantire a tutti l'accesso ai reparti di terapia intensiva.

Accesso soltanto a persone immunizzate, con obbligo della mascherina e di consumare stando seduti

L'accesso ai luoghi chiusi per cui attualmente vige la «regola 3G» (persone vaccinate, guarite o risultate negative al test) sarà limitato alle persone immunizzate, ossia vaccinate o guarite («regola 2G»). Questo concerne i ristoranti, le strutture culturali, sportive e per il tempo libero e le manifestazioni. In tal modo si riduce il rischio che vengano contagiate persone non immunizzate che, se contraggono il virus, sono più infettive e molto più soggette a decorsi gravi della malattia. Quale ulteriore protezione, in tutti questi luoghi si applicheranno come sinora l'obbligo della mascherina e l'obbligo di consumare cibi e bevande stando seduti. Per le manifestazioni con più di 300 persone all'aperto continuerà a valere la «regola 3G».

Discoteche e attività senza mascherina: accesso soltanto a persone immunizzate e testate negative

Dove non è possibile portare la mascherina né consumare stando seduti, l'accesso sarà consentito soltanto a persone immunizzate (ossia vaccinate o guarite) risultate negative al test («regola 2G+»). Questa regola varrà per discoteche e bar e per le attività sportive o culturali amatoriali la cui pratica non consente l'uso della mascherina, per esempio le prove di gruppi di strumenti a fiato. La regola non si applicherà agli adolescenti di meno di 16 anni.

Grazie all'obbligo del test si garantisce che nessuna persona contagiosa partecipi a manifestazioni per cui non sono previsti l'obbligo della mascherina e l'obbligo di stare seduti. Dopo la consultazione la regola è stata completata: dall'obbligo del test saranno esentate le persone la cui seconda vaccinazione, il cui richiamo o la cui guarigione risalgono a non più di quattro mesi prima. Le strutture e manifestazioni soggette alla «regola 2G» che applicheranno volontariamente la «regola 2G+» potranno rinunciare all'obbligo della mascherina e all'obbligo di stare seduti durante le consumazioni.

Limitazioni per gli incontri privati al chiuso

Le esperienze maturate sinora dimostrano che nella sfera privata il rischio di contagio è elevato. Per questo motivo il Consiglio federale ha deciso di limitare il numero di persone non immunizzate che possono prendere parte a incontri privati al chiuso. Se è presente una persona non vaccinata o guarita di più di 16 anni, gli incontri privati saranno limitati a dieci persone inclusi i bambini. Se tutte le persone sopra i 16 anni sono vaccinate o guarite, il limite per gli incontri al chiuso sarà di 30 persone. All'aperto, il limite resta di 50 persone.

Reintroduzione dell'obbligo del telelavoro

Nell'intento di facilitare la riduzione dei contatti sociali nella popolazione, il Consiglio federale reintroduce inoltre l'obbligo del telelavoro. Se è necessario il lavoro sul posto, nei locali in cui è presente più di una persona continua a vigere l'obbligo della mascherina.

Obbligo della mascherina nelle scuole del livello secondario II

Oltre ai test ripetuti, un provvedimento fondamentale per ridurre la circolazione del virus è l'obbligo della mascherina. Nelle scuole del livello secondario II è quindi prescritto l'obbligo della mascherina. Il Consiglio federale raccomanda inoltre fortemente ai Cantoni di introdurre l'obbligo anche nelle scuole di livello inferiore, cosa che molti hanno già fatto. Ugualmente raccomandata è l'esecuzione di test ripetuti per  interrompere velocemente le catene di infezione nelle scuole.

Raccomandazione di rinviare interventi non urgenti

Il Consiglio federale rinuncia a reintrodurre l'insegnamento a distanza, poiché le vacanze semestrali sono ormai alle porte. Nel livello terziario, per determinate offerte formative e gli esami è reintrodotta la limitazione dell'accesso alle persone vaccinate, guarite o risultate negative al test. Per la formazione continua valgono le regole applicate alle manifestazioni.

Il Consiglio federale raccomanda fortemente ai Cantoni di rimandare interventi non urgenti negli ospedali per sgravare il personale sanitario. Se nei prossimi giorni o nelle prossime settimane la situazione dovesse peggiorare rapidamente, il Consiglio federale sarà in grado di reagire tempestivamente.

Nuovamente a carico della Confederazione i costi dei test per il rilascio del certificato

Il Consiglio federale ha inoltre deciso che i costi di determinati test anti-COVID-19 necessari al rilascio del certificato saranno nuovamente a carico della Confederazione. Così facendo, attua una decisione del Parlamento prevista dalla legge COVID-19. Saranno assunti i costi dei test antigenici rapidi e dei test PCR salivari aggregati. Non saranno invece rimborsati i test autodiagnostici, i test PCR individuali e i test anticorpali. Continueranno a essere rimborsati i test PCR individuali delle persone che presentano sintomi della malattia, delle persone di contatto e in caso di risultato positivo di un test aggregato. Il nuovo sistema di assunzione dei costi sarà valido da domani, sabato 18 dicembre. Dal 17 gennaio 2022, inoltre, a tutti coloro che si sottoporranno ai test ripetuti verrà rilasciato un certificato COVID.

Un solo test necessario per l'entrata in Svizzera per le persone vaccinate o guarite

Dopo aver consultato i Cantoni, il Consiglio federale ha adeguato il regime dei test valido per l'entrata in Svizzera. La modifica entrerà in vigore lunedì 20 dicembre. Oltre ai test PCR, eseguiti al massimo 72 ore prima, saranno accettati anche i test antigenici rapidi eseguiti non oltre 24 ore prima. L'obbligo di un secondo test a cui sottoporsi dai 4 ai 7 giorni dopo l'arrivo in Svizzera non si applicherà più a chi è vaccinato o guarito.

Vaccini anti-COVID-19: fornitura garantita anche per il 2022

Nella sua seduta il Consiglio federale ha discusso anche dell'acquisto di vaccini anti-COVID-19. Per il primo semestre del 2022, la Confederazione si era già assicurata 7 milioni di dosi di vaccino Moderna e Pfizer/BioNTech ciascuno; ora il Governo ha deciso di ordinare altri 7 milioni di dosi ciascuno anche per il secondo semestre del prossimo anno. Nel 2022 disporremo perciò di circa 34 milioni di dosi di vaccino, abbastanza per vaccinare tutti coloro che lo desiderano, anche nel caso in cui una variante del virus immunoevasiva cambi il corso della pandemia e renda necessaria la somministrazione di dosi supplementari. Conformemente ai contratti vigenti, la Svizzera ottiene sempre l'ultima versione del vaccino disponibile del rispettivo produttore, a condizione che sia approvata da Swissmedic.

Sin dall'inizio della lotta globale contro la pandemia, la Svizzera si è impegnata a garantire che più persone possibile abbiano accesso a vaccini anti-COVID-19 efficienti e sicuri in tutto il mondo. Il 30 giugno 2021, infatti, il Consiglio federale ha deciso di donare 4 milioni di dosi di vaccino in favore dell'iniziativa COVAX. La possibilità di un'ulteriore donazione sarà esaminata in futuro.

Strategia per la promozione della ricerca, dello sviluppo e della produzione di vaccini

Il Consiglio federale ha inoltre condotto un dibattito sulla promozione nazionale a lungo termine della ricerca, dello sviluppo e della produzione di vaccini. L'obiettivo è che la Svizzera consolidi ulteriormente la sua posizione di punta quale sede di produzione e attore centrale nel campo della ricerca e dello sviluppo di tecnologie chiave. Allo stesso tempo, l'Esecutivo auspica il rafforzamento della collaborazione internazionale lungo tutta la catena di valore aggiunto dei vaccini. Il Dipartimento federale dell'interno e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca sono stati incaricati di fornire entro la fine del 2022 una proposta di attuazione dei provvedimenti strategici definiti.

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