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Cronaca
14.04.22 - 18:350

Il canone d'affitto per chi ospita profughi fa discutere. Alcune famiglie: "Non vogliamo guadagnarci"

Boneff critico: "Le nostre autorità non perdono occasione per pasticciare. Solite disparità di trattamento che generano falli di reazione comprensibili"

BELLINZONA - "Ma è partito come un aiuto e tale deve restare". Non tutte le famiglie che ospitano profughi ucraini chiederanno al Cantone il canone di affitto. Sui social in diversi hanno confermato che resterà tutto a livello volontario.

La decisione del Governo di venire incontro a chi ha messo a disposizione una abitazione per persone fuggite dalla guerra sta facendo discutere. Inizialmente, il Ticino aveva deciso di non corrispondere nulla. Alcune famiglie avevano deciso comunque di aprire le loro case (leggi qui), altre erano state scoraggiate dalla questione costi.

Di oggi l'annuncio che verrà corrisposto un canone di affitto, ma solo a determinate condizioni. "Il riconoscimento del canone di locazione verrà preso in considerazione esclusivamente in caso di soluzioni abitative indipendenti che soddisfano i criteri di abitabilità e che sono adeguate alle esigenze delle persone ospitate. Gli alloggi dovranno essere stati occupati prima del 14 aprile 2022 (compreso) e esserlo anche dopo il 1. luglio 2022. Non verranno invece considerati gli appartamenti indipendenti che verranno occupati dopo il 15 aprile 2022 tramite iniziative private come pure le soluzioni in alloggi condivisi in coabitazione con l’ospitante (occupati prima o dopo tale data)", si leggeva infatti nella nota (leggi qui).

Non tutte le famiglie lo richiederanno, pur avendone diritto. "Nessuno vuole guadagnare su questa situazione", afferma qualcuno.

Senza dubbio, potrà essere un aiuto per chi desidera ospitare una famiglia ma non può farlo.

Molto critico sulla misura Armando Boneff, ex popolare democratico. "Non perdono l’occasione per pasticciare le nostre autorità, probabilmente a causa dell’insicurezza che le caratterizza. Adesso è la volta degli affitti pagati dal Cantone a chi ha ceduto un alloggio ai rifugiati ucraini, ma solo ai primi entrati. Ricordo che avevano escluso aiuti diretti ai volontari, e voilá il solito voltafaccia da pressioni esterne, le solite disparità di trattamento che generano falli di reazione comprensibili e chissà che confusione ci sarà a breve termine", scrive.

Non è l'unico, sui social, a insorgere. Come sempre, i provvedimenti nel campo dell'asilo fanno discutere. 

 

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