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22.11.22 - 13:450

Giovani e politica, la partecipazione e l'interesse ci sono

Sovente un impegno politico, di qualsiasi grado, parte dall'incoraggiamento di una persona di riferimento o è originato da un rapido cambiamento delle proprie condizioni di vita personali o da eventi come la paura di subire mobbing

BERNA - Uno studio commissionato dalla Commissione federale per l’infanzia e la gioventù mostra che i giovani in Svizzera sono politicamente attivi in svariate forme e per motivi diversi. I giovani rilevano un certo potenziale di miglioramento in particolare nel rafforzamento dell’educazione civica, nella riduzione delle barriere che ostacolano l’accesso all’offerta disponibile e nella creazione di spazi di apprendimento per la partecipazione politica.

Il nostro concetto di politica e di azione politica incide sulla percezione che abbiamo del grado di partecipazione politica dei giovani. Lo studio commissionato dalla Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG) circa le forme di partecipazione e il potenziale di cambiamento dal punto di vista dei giovani in Svizzera adotta un concetto ampio di partecipazione politica, che comprende esplicitamente anche le forme di partecipazione non istituzionale e i formati digitali, che sono a disposizione di tutti i giovani, anche di quelli senza diritto di voto e di elezione. Tra queste rientrano ad esempio i consigli di classe, i parlamenti dei giovani, progetti partecipativi per la costruzione di una pista ciclabile, un festival culturale sul tema del razzismo o il dialogo con esponenti della politica locale, come pure la formazione della propria opinione tra amici, scelte di consumo (p. es. boicottaggio), manifestazioni o raccolte di firme. La partecipazione politica dei giovani ha dunque diverse sfaccettature.

La motivazione dei giovani dipende dal tema nonché dall’interesse e dal coinvolgimento personali. Spesso è sufficiente un impulso iniziale, come l’incoraggiamento da parte di una persona di riferimento, per motivarli ad assumere un primo impegno. Tra i fattori d’influenza si rilevano non solo fattori strutturali quali la lingua, la situazione socioeconomica e il livello d’istruzione dei genitori, ma anche le condizioni di vita personali, per esempio un rapido cambiamento delle medesime o la paura di subire mobbing.

I giovani auspicano un rafforzamento dell’educazione civica a scuola, che non trasmetta solo conoscenze, ma anche le competenze a loro avviso necessarie per assumere un ruolo politico attivo. Per esercitare queste competenze, i giovani hanno poi bisogno di spazi di apprendimento sicuri e di possibilità di collaborazione in cui il non sapere (ancora) e la pluralità di opinioni siano accettati anche da autorità quali gli insegnanti e in cui possano acquisire esperienze. Questo promuove l’autoefficacia e, di conseguenza, la motivazione a partecipare ulteriormente.

La CFIG ritiene importante e decisivo destare l’interesse dei giovani per strutture e temi politici. Condivide inoltre il parere delle ricercatrici e dei ricercatori che sia compito della politica e della società riconoscere come tale la variegata azione politica dei giovani e offrire loro anche possibilità di partecipazione nella vita quotidiana, adatte alla loro realtà.

Sulla base dei risultati dello studio, la CFIG ha elaborato alcune raccomandazioni per promuovere la partecipazione politica dei giovani, che saranno descritte in una guida e comunicate agli organi competenti. Schematicamente, si tratta di quanto segue:
- tenere conto della realtà dei giovani;
- destare l’interesse politico dei giovani;
- facilitare l’accesso all’offerta disponibile;
- creare spazi di apprendimento per la partecipazione politica;
- promuovere l’educazione civica a scuola;
- consentire una partecipazione seria ed efficace.

Nel bando di concorso per lo studio, la Commissione ha attribuito grande importanza a un’impostazione partecipativa, con particolare attenzione alla prospettiva dei giovani. Il presente studio qualitativo è stato realizzato dalla Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) e da econcept, in collaborazione con la scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale in Vallese e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI). L’impiego di un’ampia combinazione di metodi partecipativi interrelati e innovativi ha permesso di coinvolgere attivamente giovani di età compresa tra 12 e 27 anni in tutte le fasi dello studio. La CFIG raccomanda di adottare sempre anche metodi di ricerca partecipativi negli studi sulla partecipazione.

 

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