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29.03.24 - 14:460

Ferrara (ri)passa al contrattacco: "Chiesa, perchè non si trova un lavoro?"

"La milizia pè un valore. O per gli esponenti UDC è meglio fare i politici di professione?", si chiede la deputata liberale. Che torna sulla sua affermazione di votare per Foletti: "Il Sindaco è di tutti, non lo votano solo i 'suoi'..."

LUGANO - Natalia Ferrara e l'UDC, lo scontro continua. Dopo il primo attacco a Marco Chiesa da parte della candidata al Consiglio Comunale e la replica dei democentristi, ora tocca alla deputata rilanciare, addirittura chiedendo al Consigliere agli Stati di"trovarsi un lavoro".

Nel suo nuovo post, Ferrara pone anche una riflessione sulla figura del sindaco, che deve essere "di tutti" e non solo percepito come tale dall'elettorato del suo partito.

Il tutto era partito, qualche giorno fa, con la sua dichiarazione in cui affermava che, oltre ai Municipali in carica del suo PLR, avrebbe votato per Foletti, "sporcando", la scheda, perchè "Michele Foletti, che ha ereditato un testimone difficile e, onestamente, non merita di essere scalzato da un cugino politico che fino a pochi mesi fa giurava di impegnarsi a Berna per rappresentare le ticinesi e i ticinesi e ora, improvvisamente, vuole entrare in Municipio a Lugano. Il Consigliere agli Stati Marco Chiesa ha vinto le elezioni federali, sarebbe bello – e utile al Ticino (forse) – se mantenesse l’impegno preso con l’elettorato solo pochi mesi fa".

L'UDC aveva risposto accusandola di avere rancore e di "ficcarsi nel piatto di Chiesa" ogni volta che le è possibile, "sperando di riuscire a farsi notare un po' di più" Ma "non era forse lei che tuonava contro Moreno Colombo reo di aver sostenuto il candidato di un altro partito alle scorse elezioni federali, additandolo come "traditore"?", si chiedeva la sezione luganese, domandandosi "come la definiranno i suoi colleghi liberali ora che proprio lei voterà per un candidato di un altro partito" (leggi qui).

Oggi, Natalia Ferrara ha voluto replicare di nuovo, sempre tramite social. "Mi auguro che nessuno nutra dubbi sul fatto che sento, voto e vivo liberale. E non mi riferisco alle campagne elettorali. Ma ai valori che promuovo ogni giorno nella mia vita personale e professionale, ancor prima che politica. Se volete sul liberalismo ho anche pubblicato un libro. Ma più delle parole contano i fatti", premette, chiedendo che il 14 aprile si vada a votare "consapevolmente".

Poi passa al concetto, come detto, di sindaco: "Il Sindaco è il Sindaco di tutti. Per citare gli ultimi due di Lugano, il compianto Marco Borradori e il grande Giorgio Giudici, non li votavano solo i “propri”. Ma tutti, o quasi. E io credo che ognuno debba e possa scegliere; e io sono solita prendere decisioni, non stare a guardare. Perché quando si parla di sindacato non si tratta di “diatribe altrui”. Il Sindaco è il Sindaco di tutti. E concerne tutti. Ad esempio, mi auguro vengano confermati i Sindaci Bruno Arrigoni, Samuele Cavadini, Simone Castelletti, ma anche Mario Branda, solo per citarne alcuni, a prescindere dal partito di riferimento ma per ciò che hanno saputo fare in questi anni" (tra i sindaci citati, Arrigoni, Cavadini e Castelletti sono del suo partito, come Giudici, mentre Mario Branda è socialista e Borradori leghista). "Perciò voto Michele Foletti a Lugano. Insieme ai Municipali liberali radicali Roberto Badaracco e Karin Valenzano Rossi e altri sulla lista PLR Lugano".

L'attacco arriva in coda, ed è di quelli forti: "Quanto alla risposta della sezione luganese UDC… non è che sono io a ficcarmi nel piatto di Marco Chiesa. È lui che cerca di ficcarsi dappertutto. Perché invece di ambire a cariche su cariche non si trova un lavoro? La milizia è un valore. O per gli esponenti UDC è meglio fare i politici di professione?".

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