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Cronaca
08.03.22 - 17:400

Guerra in Ucraina, il Cantone attiva un sito web per tutte le informazioni utili

Aperta una pagina che riassume le informazioni istituzionali più rilevanti per la popolazione

BELLINZONA – Il Consiglio di Stato comunica che all’interno del sito web del Cantone è stata aperta oggi una pagina che riassume le informazioni istituzionali più rilevanti per la popolazione sulle attività della Confederazione, del Cantone e dei Comuni a seguito della crisi in Ucraina. La pagina web – raggiungibile all’indirizzo www.ti.ch/ucraina – verrà aggiornata e completata in maniera costante.

Il Consiglio di Stato segue attentamente la situazione in Ucraina e per permettere un flusso ordinato di informazioni fra le autorità e la popolazione, nella giornata di oggi è stata aperta una pagina web sul sito ufficiale del Cantone, alla quale è possibile accedere tramite l’indirizzo www.ti.ch/ucraina.

La pagina web raccoglie una serie di informazioni rilevanti di natura istituzionale, per consentire alla popolazione di avere rapidamente un quadro delle attività che la Confederazione, il Cantone e i Comuni stanno svolgendo in relazione alla crisi. Di particolare importanza è il tema dell’accoglienza delle persone in fuga dalle zone di guerra: a questo proposito, il Cantone ha già diffuso una serie di note informative ai Comuni, per orientarli sul modo migliore per organizzare la grande propensione alla solidarietà dimostrata in queste ore e giorni dalla popolazione ticinese.  

A complemento di queste informazioni, segnaliamo che a partire da oggi sarà attiva una helpline federale, gestita dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), raggiungibile tramite posta elettronica (ukraine@sem.admin.ch) oppure telefonicamente allo +41 (0)58 465 99 11 (dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16).  

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per rivolgere un pensiero di vicinanza alla popolazione ucraina e esprimere la propria volontà di facilitare il ritorno alla pace, come pure di sostenere tutti gli sforzi orientati all’accoglienza di profughi sul suolo ticinese – tenendo fede a una tradizione di ospitalità disinteressata, che nel secolo scorso ha più volte caratterizzato l’agire del nostro Cantone durante le crisi internazionali.

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