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19.01.22 - 14:360
Aggiornamento: 21.01.22 - 21:36

Telelavoro obbligatorio fino a fine febbraio

Le decisioni del Consiglio Federale. Prorogate le misure e nuove regole d'entrata in Svizzera

BERNA – In considerazione della situazione critica negli ospedali, il Consiglio federale proroga i provvedimenti contro la diffusione del coronavirus. Questa la decisione presa nella seduta del 19 gennaio 2022. L’obbligo del telelavoro e la quarantena dei contatti restano in vigore fino alla fine di febbraio, le regole 2G e 2G+ per alcuni spazi interni, l’estensione dell’obbligo della mascherina al chiuso, la regola 3G per le manifestazioni all’aperto a partire da 300 persone e la limitazione degli incontri privati provvisoriamente fino alla fine di marzo. Il Consiglio federale verifica costantemente se l’evoluzione della pandemia consente di anticiparne la revoca. Nella sua seduta odierna ha inoltre deciso di ridurre a 270 giorni la durata di validità dei certificati di vaccinazione e guarigione a partire dalla fine di gennaio.

Il 17 dicembre 2021, il Consiglio federale aveva deciso ampie restrizioni, tra cui l'introduzione delle regole 2G e 2G+ per alcuni luoghi chiusi, la limitazione degli incontri privati e l'obbligo del telelavoro. Questi provvedimenti dovevano restare in vigore fino al 24 gennaio 2022, così come l'estensione dell'obbligo del certificato decisa nel settembre del 2021.

Considerata la situazione tuttora critica negli ospedali, dopo aver consultato i Cantoni, le parti sociali, le commissioni parlamentari competenti e le associazioni interessate, il Consiglio federale proroga fino alla fine di febbraio l'obbligo del telelavoro e fino alla fine di marzo gli altri provvedimenti. Tutti i Cantoni si sono espressi a favore di una proroga dei provvedimenti. Il Consiglio federale verifica costantemente se l'evoluzione della pandemia consente di anticiparne la revoca. Nella seduta del 2 febbraio discuterà possibili allentamenti.

Quarantena dei contatti in vigore fino a fine febbraio

Dopo la consultazione, il Consiglio federale ha inoltre deciso di limitare alla fine di febbraio la validità della quarantena dei contatti, per altro già ampiamente allentata il 12 gennaio e tuttora applicabile soltanto a chi vive nella stessa economia domestica o ha contatti analogamente regolari e stretti con una persona risultata positiva al test. In questi casi il rischio di contagio è ancora alto. La quarantena è quindi uno strumento importante per arginare la diffusione del virus, per esempio sul posto di lavoro. È inoltre esentato dalla quarantena dei contatti chi si è fatto vaccinare o è guarito dalla COVID-19 negli ultimi quattro mesi. 

Durata di validità dei certificati ridotta a 270 giorni

Il Consiglio federale riduce inoltre la durata di validità del certificato di vaccinazione da 365 a 270 giorni, con effetto dal 31 gennaio 2022. In questo modo continua a essere garantito il riconoscimento nell'UE. Anche la validità del certificato di guarigione passa a 270 giorni.

Adeguamenti al regime di test per chi entra in Svizzera

A partire da sabato 22 gennaio, per entrare in Svizzera le persone vaccinate o guarite non devono più presentare il risultato negativo di un test PCR o antigenico rapido, mentre per le persone non vaccinate o non guarite il regime di test resta invariato. Per queste persone si rinuncia per contro all'obbligo di un secondo test da effettuarsi da 4 a 7 giorni dopo l'entrata in Svizzera a causa delle capacità limitate di effettuare test sul territorio nazionale. Per l'entrata in Svizzera si applica quindi la regola 3G. Il modulo di entrata «Passenger Locator Form» (PLF) dovrà essere
compilato unicamente dalle persone che entrano in Svizzera in aereo o con gli autobus a lunga percorrenza.

Adeguamenti puntuali dopo la consultazione

Dopo la consultazione, il Consiglio federale ha inoltre deciso i seguenti adeguamenti, validi dal 25 gennaio:

-  tenuto conto della limitazione della quarantena dei contatti, viene revocato l'obbligo di registrare i dati di contatto. Finora questo obbligo vigeva per le discoteche e per determinate manifestazioni con al massimo 50 persone in luoghi chiusi senza limitazione d'accesso (p. es. manifestazioni religiose);

- visti l'elevato numero di casi attualmente registrato e la limitazione della quarantena dei contatti, la disponibilità di sufficienti capacità di tracciamento dei contatti non costituisce più un presupposto affinché i Cantoni possano autorizzare lo svolgimento di grandi manifestazioni;

- ulteriori adeguamenti riguardano le deroghe cantonali all'obbligo di limitare l'accesso a grandi manifestazioni all'aperto, la regola 3G per gli esami federali di maturità, la proroga della scadenza per il rilascio di un certificato a persone che per motivi medici non possono né farsi vaccinare né sottoporsi al test e l'adeguamento dell'ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.

Nessun inasprimento dell'obbligo della mascherina

Tenuto conto dei risultati della consultazione, il Consiglio federale rinuncia a ulteriori adeguamenti, per esempio a modifiche delle regole di isolamento, a un inasprimento dell'obbligo della mascherina o al divieto di insegnamento in presenza nelle scuole universitarie. Rinuncia inoltre a inasprire le regole in vigore a livello nazionale per le grandi manifestazioni, quali l'obbligo di stare seduti durante la consumazione o la
limitazione della capienza, come richiesto da diversi Cantoni.

Nuove priorità per i test PCR

Viste la grande richiesta di test e la già forte sollecitazione delle capacità dei laboratori, l'Ufficio federale della sanità pubblica raccomanderà ai Cantoni di attenersi al seguente nuovo ordine di priorità per i test PCR:

  • persone a rischio con sintomi o persone a rischio dopo un contatto con una persona risultata positiva al test;
  • test ripetuti nelle strutture sanitarie (ospedali, cliniche, case per anziani, case di cura, istituti per persone con disabilità);
  • test ripetuti in infrastrutture critiche (definite dai Cantoni);
  • test di persone sintomatiche (possibile l'impiego di test antigenici rapidi);
  • test ripetuti nelle scuole;
  • test ripetuti nelle aziende;
  • test per viaggi di lavoro o privati (se richiesto un PCR);
  • test su richiesta (per ottenere il certificato di test).

Per sgravare ulteriormente i laboratori di analisi dei test PCR, dal 24 gennaio basterà provvisoriamente un test antigenico rapido positivo per ottenere un certificato svizzero di guarigione, valido soltanto in Svizzera per 270 giorni.

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