ticinolibero
Politica
13.10.22 - 18:430
Aggiornamento: 18.10.22 - 20:30

Albertini: "I soldi della politica siano usati per i bisogni del popolo. Mi candido per..."

Il fondatore del Movimento Ticino&Lavoro, che ha cercato candidati su Facebook, ha le idee chiare: "La politica degli ultimi vent'anni non ha risolto nulla. Serve una linea arancione per le zone di confine"

BELLINZONA – Cercasi candidati… su Facebook per Ticino&Lavoro. Giovanni Albertini ha esordito in politica con l’allora PPD ma se ne è ben presto staccato per dedicarsi al mondo dei disoccupati, con la sua Associazione Ticino&Lavoro, fondata otto anni fa.

“Va alla grande. Stiamo riuscendo ad aiutare diverse persone a trovare lavoro, grazie anche alla mia azione di collocatore volontario”, ci dice con entusiasmo.

Ma non si ferma qui: Ticino&Lavoro per la prima volta presenterà una lista alle cantonali. E trovare candidati non è sempre facile. Per questo Albertini si è affidato a Facebook: “Sto cercando dei candidati per le prossime Elezioni Cantonali (aprile 2023) per il Movimento Ticino&Lavoro - MTL. Niente riunioni, niente soldi, solo sostegno mettendovi in lista. Ormai sapete tutti cosa facciamo di concreto con Ticino&Lavoro! Sono disperato da una parte e triste dall’altra perché nemmeno a pregare trovo qualcuno! Se avete pietà e senso di generosità nei miei confronti contattatemi, basta una firma!”.

Un post tra il serio e il faceto che ha avito successo, perché in poche ore si sono fatte sentire una ventina di persone. Il sogno è quello di ottenere un seggio in Gran Consiglio, per portare avanti le tematiche che emergono quotidianamente interagendo con i disoccupati, in particolare in favore del ceto medio, “che ormai si sta sempre più erodendo”. Sarà una campagna elettorale a zero spese. “I soldi che incassiamo li vogliamo usare per i nostri progetti. Per dire, con quanto ottenuto dopo essere entrati in Consiglio Comunale a Lugano, circa 13mila franchi, ho potuto impegnarmi come desideravo a fare il collocatore volontario e abbiamo rifatto il sito. Ogni franco eventualmente incassato dalla politica verrebbe usato per i nostri progetti a favore dei disoccupati e di chi è in difficoltà”.

Qui Albertini lancia la prima stoccata ai politici, a chi spende cifre considerevoli per essere eletto. “Dovrebbero utilizzare quel che guadagnano con la vita politica per i bisogni della gente, non per il proprio tornaconto personale, voltando le spalle a coloro che dicono di voler tutelare”.

Ticin&Lavoro da anni ha le idee chiare su che cosa servirebbe per migliorare il mercato del lavoro. “Ci vorrebbero in primis una riforma degli URC e l’insegnamento del tedesco sin da piccolini. Ma anche una riformulazione del servizio di orientamento professionale, sia per gli studenti che per i disoccupati. È necessario che si venga guidati verso le professioni dove ci sono posti vacanti e dove ci sarà richiesta e che andranno per la maggiore. Non si possono indirizzare tutti verso lavori amministrativi, per esempio. E penso a lavori come il cuoco o il cameriere, che con gli stipendi attuali difficilmente permettono di arrivare a fine mese, a meno che non si va a vivere in Italia”.

“La politica negli ultimi vent’anni non ha risolto nulla”, incalza Giovanni Albertini. Perché passare da iniziative legate strettamente al mondo del lavoro ad altre più ampie è un attimo: “Qui abbiamo gli stipendi più bassi ma paghiamo più cassa malati e più imposte di circolazione. È decisamente qualcosa di contorto e si dovrebbe lavorare a livello cantonale e nazionale. Ci vorrebbe una sorta di linea verde o arancione per le zone di confine, che necessitano di agevolazioni nelle spese fisse”.

Albertini oltre a rivendicazioni per il lavoro vorrebbe tematizzare l’innovazione. “Mi piacerebbe spingere il Ticino a osare sempre di più, a diventare un luogo attrattivo dove vivere. In questo modo si creerebbero posti di lavoro, è tutto un circolo virtuoso”.

La sua attenzione va al ceto medio. “Lo chiamiamo ancora così però di fatto non esiste più. Cito le famiglie, dove si è costretti a lavorare in due per far fronte alle spese con asili che costano un terzo di stipendio. Io darei anche un sostegno ai nonni in pensione che si occupano dei nipotini. E interverrei sulle pensioni, che così come molti stipendi non si adattano al caro vita da anni”.

Non solo politica. Anche l’Associazione ha tante idee. L’obiettivo primario è quello di farsi conoscere da quei datori di lavoro che non usano i social e non sono quindi a conoscenza del servizio gratuito offerto, in modo da ampliare il bacino di contatto tra disoccupanti e potenziali aziende disposte a assumere personale domiciliato.

Per scoprire l'attività di Ticino&Lavoro clicca qui 

 

Potrebbe interessarti anche
Tags
ticino
bisogni
candidati
politica
lavoro
ticino lavoro
soldi
albertini
anni
idee
TOP News
© 2023 , All rights reserved


Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile