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13.03.23 - 08:500
Aggiornamento: 12:48

De Rosa: "Su Unitas il Governo si è già spinto giuridicamente e politicamente in avanti"

Si tratta infatti di una associazione di diritto privato, il che rende ridotto il margine di intervento del Consiglio di Stato, che ha voluto comunque imporre un cambio dell'intero comitato. "Quello in carica è stato sfiduciato da soci e Cantone"

BELLINZONA - "Ad aprile abbiamo ripreso l’audit, la prima versione del rapporto ha visto la luce a fine settembre, poi vi è stata la necessità di vederci più chiaro su alcuni nuovi elementi – come il testamento olografo di una dipendente – e si è giunti al rapporto finale a fine ottobre. In governo, per decidere i necessari provvedimenti, siamo andati a metà novembre. Per cui, tenuto conto della complessità del tema, non abbiamo certo perso tempo". Raffaele De Rosa è convinto che lui e i suoi colleghi abbiano agito in modo tempestivo, per quanto lo consentivano le circostanze, sul caso Unitas, andando anche oltre le sue competenze, come spiega a La Regione.

Il caso riguarda le molestie sessuali all'interno dell'associazione per ciechi e ipovedenti, durate una ventina di anni. Il provvedimento del Governo è stato chiedere che cambiasse l'intero comitato, con Franco Lazzarotto come presidente designato. "Il comitato in carica è sfiduciato da diversi soci e dal Cantone per non aver colto i segnali di disagio, per la scarsa attenzione, se non addirittura la banalizzazione, e archiviazione prematura (senza andare a fondo) delle segnalazioni. Però è lì, almeno fino al prossimo rinnovo. Poi capisco che sarebbe stato più semplice se si fosse potuto voltare la pagina di questa brutta storia in tempi più brevi, tutti avremmo preferito schiacciare un bottone e azzerare tutto. Oppure, e ci avrebbe sgravato, invitare chi ha segnalato ad andare dalla magistratura, ma sarebbe stata una presa in giro, considerata la prescrizione. Chiedendo le dimissioni del comitato di un’associazione, il governo si è spinto giuridicamente e politicamente avanti". Altro difficilmente avrebbe potuto fare, essendo una associazione di diritto privato.

Per quanto riguarda l'audit, De Rosa avrebbe avuto il desiderio di renderlo pubblico ma la scelta è nata per tutelare le vittime, ma "una sintesi delle principali risultanze dell’audit sarà resa pubblica dopo la restituzione da parte dell’avvocato Martinelli Peter all’assemblea". Precisa come non si tratta di una indagine della Magistratura, che nulla può fare perchè i casi sono prescritti, bensì una verifica esterna.

Sollecitato sul fatto che Bertoli ha preso parte alla discussione sul tema in Consiglio di Stato, fa notare come "l’articolo 15 del regolamento sull’organizzazione del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione definisce i criteri per l’astensione ai dibattiti che è un interesse personale diretto. In questo caso credo sia difficilmente possibile da invocare. Che Bertoli sia stato in passato attivo in Unitas è un dato noto. In termini di opportunità, la questione va posta direttamente a lui".

Insomma, resta una impressione di grande amarezza per quanto successo, un caso dove il Cantone ha di fatto poco margine di intervento e ha fatto ciò che riteneva di poter fare. 

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