BELLINZONA - Lo scorso mese di agosto si annunciava l’apertura presso l’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI) di uno studio clinico internazionale che confronta l’autotrapianto di cellule staminali periferiche verso un’innovativa terapia a base di linfociti T geneticamente modificati denominati Chimeric Antigen Receptor T (CAR T) – cells. Il trattamento è indicato per i pazienti affetti da linfomi B aggressivi che non rispondono al trattamento classico.
Nelle scorse settimane è stato trattato con CAR T cells il primo paziente ticinese nell’ambito di questo studio. La cura ha avuto successo, ottenendo in pochi giorni la scomparsa del tumore.
Il trattamento con cellule CAR-T consiste nel prelievo dal sangue del paziente di linfociti della linea T, ovvero, cellule del sangue responsabili della difesa immunitaria non solo contro le infezioni ma anche contro i tumori. Le cellule tumorali sono in grado di ingannare i linfociti normali del paziente ed eludere il loro controllo. Linfociti T prelevati dal paziente sono sottoposti nel laboratorio ad una procedura di ingegneria genetica per rafforzarli e permettere loro di riconoscere con più precisione il tumore.
A fini terapeutici, i linfociti T così trasformati vengono risomministrati al paziente e all’interno del corpo si moltiplicano e attaccano il tumore, distruggendolo definitivamente e liberando
la persona dalla malattia.
Si tratta quindi di un sofisticato approccio che sfrutta le difese naturali anti tumore, combinando tecnologie di avanguardia come la terapia genica e l’immunoterapia.
La ricerca clinica è fondamentale per il continuo miglioramento dei trattamenti antitumorali
I linfomi sono tumori maligni costituiti da linfociti che hanno perso i controlli fisiologici normali di proliferazione e crescita. Grazie alla chemio-immunoterapia, circa il 60% dei linfomi B aggressivi possono essere guariti in prima intenzione. Una parte dei pazienti che non rispondono al trattamento iniziale o subiscono una ricaduta di malattia possono beneficiare successivamente del trapianto di cellule staminali autologhe, tuttavia con un tasso di successo limitato (da 10 a 50%). Il confronto nell’ambito di uno studio clinico dell’autotrapianto con la terapia a base di cellule CAR T è quindi indispensabile nella ricerca di risultati terapeutici migliori.
Il paziente trattato presso lo IOSI con cellule CAR T era affetto da un linfoma aggressivo refrattario al trattamento iniziale con chemioterapia e immunoterapia. Dopo la reinfusione delle cellule CAR T il paziente è stato ricoverato poco più di 2 settimane. Il trattamento è stato ben tollerato e la successiva verifica della risposta tramite PET-TAC, recentemente eseguita, ha confermato la scomparsa della malattia.
Nel frattempo, lo studio clinico ha reclutato a livello mondiale tutti i pazienti necessari per permettere il confronto d’efficacia che determinerà se la terapia con cellule CAR T
diverrà il nuovo standard terapeutico per questi pazienti. Si attende la divulgazione dei risultati dello studio nei prossimi mesi.
Questo tipo di trattamento è stato recentemente approvato in Svizzera per la cura di pazienti affetti da linfomi aggressivi o leucemie linfoblastiche acute (un altro tipo di tumore che colpisce i globuli bianchi) refrattari a più linee di trattamento, inclusi i trapianti di cellule staminali. Prima dell’arrivo delle CAR T, questi pazienti non avevano più speranza di guarigione. Lo IOSI, nell’ambito di una collaborazione tra i servizi di oncologia ed ematologia, ha iniziato la procedura di certificazione federale, necessaria per l’utilizzo della terapia cellulare CAR T nella pratica quotidiana. Si prevede l’ottenimento dell’accreditamento verso il secondo semestre del 2020.