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Dogana di Brissago - Valmara. Fonte: Insubrica Historica
Eventi, Cultura & Spettacoli
18.01.24 - 11:420
Aggiornamento: 23.01.24 - 11:03

Giornata della Memoria: Brissago, “luogo di speranza e rifugio”, rievoca gli anni 1943-’45

Il Gruppo per la Memoria, con il sostegno del Comune, organizza diverse iniziative per ricordare un periodo tragico ma costellato di episodi di solidarietà e coraggio, tra cui una conferenza e la posa di quattro “pietre di inciampo” sul lungolago

BRISSAGO - In occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio 2024 e delle commemorazioni degli eventi degli anni 1943-’45, un gruppo di cittadini, in collaborazione con il Comune di Brissago, intraprende una serie di iniziative per ricordare gli aspetti locali di quel periodo tragico, costellato però di episodi di solidarietà, giustizia e coraggio. Il ricordo di quegli anni è particolarmente importante oggi, nelle crisi sociali, ambientali e nelle guerre che stanno portando sofferenze e morte tra decine di migliaia di esseri umani, civili e militari.

Una conferenza intitolata “Brissago e i profughi dall’Italia 1943-1945” si terrà nella sala del consiglio comunale sabato 27 gennaio, con la partecipazione di eminenti storici di quel periodo. Inoltre, sul lungolago, avverrà la posa di quattro “Pietre di inciampo” in nome dei membri della famiglia Gruenberger che il 18 dicembre 1943 fu respinta al confine (solo alla giovane sposa incinta fu permesso restare) e di una targa commemorativa per il contributo che la popolazione Brissaghese dette nel favorire l’accoglienza di migliaia di fuggiaschi, salvandoli dalle rappresaglie nazi-fasciste. Verrà inoltre illustrato il calendario di altre manifestazioni correlate, in particolare le tappe del Percorso della Speranza (in collaborazione con Insubrica Historica e la Fondazione Monte Verità), che mette in relazione i luoghi e gli eventi di quegli anni sulla sponda occidentale del Verbano, e la commemorazione dell’episodio dei bagni di Craveggia del 18 ottobre 1944, al confine con la valle Onsernone, dove 256 tra Partigiani e civili furono accolti dopo essersi battuti contro i fascisti e tedeschi nelle fasi terminali della Repubblica Partigiana dell’Ossola.


Il contesto: Brissago, luogo di rifugio nel 1943-1944

“La memoria della Seconda guerra mondiale e del genocidio organizzato e perpetrato dai nazisti e dai fascisti rischia di scomparire”, si legge nel comunicato del Comitato organizzatore, a firma dei porta-parola per il Gruppo per la Memoria a Brissago, Alexander Grass e Pietro Majno-Hurst. “Per le giovani generazioni questa catastrofe è lontana e le vecchie generazioni tendono a rimuoverla. Nel nostro paese la cultura della memoria di questi fatti è molto selettiva. La narrazione predominante è quella della Svizzera come isola risparmiata grazie alla sua neutralità. I profughi sono stati accolti nella “barca” nel numero ritenuto massimo di spazio disponibile. Le persone attive nella Resistenza non vengono quasi ricordate. Ora ricorre l'80° anniversario di molti momenti decisivi e ci si presenta l’opportunità di rafforzare la cultura della memoria delle vittime, delle persone in fuga e dei combattenti per la resistenza”.

“In Ticino, la memoria della guerra, della fuga e della resistenza è rimasta più viva - proseguono gli autori del comunicato - come dimostrano diversi libri, film e mostre. Molti ticinesi e anche singoli rappresentanti delle autorità hanno sostenuto i rifugiati e i partigiani durante gli anni della guerra. Decine di migliaia di rifugiati hanno cercato protezione dalle persecuzioni attraverso il confine ticinese, renitenti alla leva, disertori, ebrei italiani e stranieri residenti in Italia, ex prigionieri alleati, antifascisti e partigiani. In gran numero furono accolti, ma ci sono stati molti respingimenti di fuggiaschi ebrei”.

“Brissago è stato un luogo di speranza per migliaia di persone in cerca di rifugio. Durante tutto il periodo della Resistenza attiva, i partigiani attraversarono il confine sui monti sopra Brissago, per mettersi al sicuro in Svizzera, e, a volte, per tornare a combattere in Italia. Numerosi profughi ebrei giunsero a Brissago attraverso le zone vicine al confine italiano, per lo più dopo faticose marce a piedi attraverso Cortaccio, nella speranza di salvarsi la vita. La maggior parte di loro fu accolta e spesso trascorse il periodo successivo nei campi di internamento: le donne presso il Grand Hotel Brissago, gli uomini nel campo di Gordola, i soldati nel campo di Losone. Tale storia di Brissago è ben trattata nel libro di Paolo Storelli su Brissago durante la guerra. Storelli mostra anche come ampi settori della popolazione brissaghese abbiano sostenuto i rifugiati: con uno sciopero e un blocco stradale, le lavoratrici e i lavoratori della Fabbrica Tabacchi impedirono il rimpatrio di decine di donne e bambini di Cannobio che si erano rifugiati a Brissago per sfuggire alla repressione delle SS. Però non tutti i profughi furono accolti e ci furono molti respingimenti. Negli ultimi mesi del 1943, in particolare, le direttive delle autorità da Berna furono molto restrittive. Ai profughi ebrei, salvo poche eccezioni, non fu riconosciuto lo stato di pericolo di vita o, quantomeno, di deportazione. Nel Locarnese, per diversi mesi, il 20% dei richiedenti furono respinti. Alcuni di loro a Brissago furono riaccompagnati sino alla rete di frontiera su sentieri sopra il paese o ancora trasbordati in barca e scortati fino al confine”.

La storia della famiglia Gruenberger

I Gruenberger, originari di Fiume (oggi Rijeka) erano fuggiti nell'autunno e arrivarono a Brissago a metà dicembre 1943, passando per Cannobio e Cortaccio, sperando di essere al sicuro. Ma solo Edith Gruenberger Szimkowics fu ammessa, e questo perché era incinta. Il marito, Egone Guenberger, la madre Adele Horitzki, la zia Gina e il fratello Errico furono respinti il 18 dicembre. Una barca li portò attraverso il lago fino a Dirinella. Una guardia di frontiera li condusse al confine italiano. Sulla strada per Pino, i quattro furono catturati da una pattuglia tedesca e incarcerati prima a Varese e poi a Milano. Il 30 gennaio 1944 furono messi su carri merci presso il famigerato binario 21 e deportati in direzione Auschwitz, Polonia, il 30 gennaio1944. Egone Gruenberger riuscì a fuggire durante il viaggio, gli altri tre furono uccisi.

 

Le “Pietre di inciampo”

Un movimento importante per rafforzare la cultura del ricordo sono le “Stolpersteine”, le “Pietre di inciampo”. Partito dalla Germania, dove oggi si contano migliaia di pietre e relativi ricordi delle vittime del nazionalsocialismo, il movimento si è sviluppato anche in Francia e in Italia. In Lombardia, soprattutto a Milano, ci sono già centinaia pietre di inciampo. Da qualche anno, grazie al “Verein Stolpersteine Schweiz”, questo movimento ha preso piede anche nella Svizzera tedesca. Nel Canton Ticino finora non ci sono ancora pietre d’inciampo.

 

In questo contesto, il Gruppo per la Memoria a Brissago ha ideato e sviluppato le seguenti iniziative, con il sostegno del Comune:
- Il 27 gennaio 2024 si terrà a Brissago la Conferenza “Brissago e i profughi dall’Italia 1943-1945” con relazioni, testimonianze, film. E con la presentazione di progetti per la memoria;
- Alcune pietre d'inciampo saranno collocate presso il lago da cui i Gruenberger furono espulsi. Questo progetto è sostenuto dall'Associazione Svizzera Stolpersteine;
- Una targa commemorativa sarà apposta in un luogo pubblico di Brissago per ricordare il sostegno che i brissaghesi diedero ai rifugiati durante la Seconda guerra mondiale.

 

Il programma della conferenza “Brissago e i profughi dall’Italia 1943-1945”

"Migliaia di profughi varcano il confine, 80 anni fa, dall’Italia verso il Ticino. Molti passano da Brissago: militari, ebrei, politici, partigiani. I più riescono a farsi accogliere, grazie anche alla solidarietà della popolazione. Molti vengono invece respinti, in base alle oscillanti disposizioni delle autorità".

Sabato 27 gennaio 2024, ore 10.30 / Brissago, Sala Consiglio Comunale

Intervegono: 

Jakob Tanner, professore em., Associazione pietre d’inciampo: Schweizer Behörden, Bevölkerung und Flüchtlinge aus Italien / Le autorità elvetiche, la popolazione e i rifugiati dall’Italia

Marino Viganò, ricercatore: Le circostanze di contesto e i rifugiati nel Ticino

Adriano Bazzocco, storico: Accolti e respinti. Gli ebrei in fuga dall’Italia

 

10:30 - 12:30 Conferenze

12.30 - 14.00 Pausa Pranzo

14.00 - 16.15 Brissago, il Locarnese, i rifugiati negli anni 1943/45

Testimonianze di rifugiati, film di sostenitori dei partigiani, testimonianze di brissaghesi

Progetti per la memoria: Percorso della Speranza, Pietre d’inciampo e targhe, 80 anni degli eventi ai Bagni di Craveggia

 
16.15 Aperitivo

 

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito https://insubricahistorica.ch/gruppobrissago19431945/

Per maggiori dettagli è possibile rivolgersi ai porta-parola del Gruppo per la Memoria a Brissago:

Alexander Grass: agrass@alexandergrass.ch

Pietro Majno-Hurst: pietro@majno.ch

 

 

 

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