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L'economia con Amalia
01.05.23 - 14:010

Mirante: "Credit Suisse, bastava leggere la stampa internazionale..."

L'economista nel suo riassunto della settimana parla di PIL, con particolare attenzione al caso germanico, e di strategie adottate dalle banche centrali, con uno sguardo alle responsabilità e al ruolo futuro di FINMA

di Amalia Mirante

Oggi il tempo sembra destinato a offrirci un'altra giornata di pioggia. Pioggia che tuttavia non sarà di impedimento per le manifestazioni che si svolgeranno in tante nazioni del mondo oggi 1 maggio, giorno dei lavoratori. A tutti i lavoratori e le lavoratrici vadano i nostri più cari auguri che si possa trovare un po' di pace e serenità anche nel mondo del lavoro.

Sintesi della settimana ed evoluzione

La nostra informazione domenicale dell'Economia con Amalia inizia con uno sguardo internazionale. Le notizie riguardanti i prezzi sono incoraggianti. Negli Stati Uniti, l'indice dei prezzi al consumo a marzo è aumentato del 4.2% su base annua, rispetto al 5.1% di febbraio. In Germania, la riduzione è stata più contenuta ma comunque positiva: l'inflazione è scesa dal +7.4% di marzo al +7.2% di aprile (dato stimato). Tuttavia, dati meno promettenti provengono dalla Francia con un aumento del +5.9% (rispetto al +5.7% del mese precedente) e dalla Spagna, dove si prevede un incremento in aprile di ben il 4.1% rispetto al 3.3% di marzo (gli esperti si aspettavano addirittura un incremento del 4.4%). Nonostante la sfida sul fronte dei prezzi rimanga aperta, la crescita del Prodotto interno lordo (PIL) nel primo trimestre ha dato sollievo a nazioni come Italia e Spagna. Entrambi i paesi hanno registrato una crescita trimestrale dello 0.5%, mentre in termini annuali l'Italia ha avuto addirittura un aumento dell'1.8%. Nel complesso, la zona euro ha segnato una crescita trimestrale debole (+0.1%) e un incremento annuale dell'1.3%. Tuttavia, sorgono alcune preoccupazioni riguardo alla Germania, locomotiva economica dell'Europa. La Germania mostra un forte rallentamento economico, confermato dalla stabilità del PIL trimestrale (+0.0%). Sebbene si tratti di un risultato positivo rispetto alla decrescita  del trimestre precedente (-0.5%), è comunque inferiore alle previsioni degli economisti che si aspettavano una crescita dello 0.3%. L'ufficio federale di statistica tedesco rileva che, dall'inizio del 2023, sia la spesa delle famiglie che quella dello Stato sono diminuite, indicando nel primo caso una sfiducia che potrebbe avere ripercussioni anche nei prossimi mesi.

Ed è di assoluta importanza monitorare l'andamento del prodotto interno lordo, poiché gli effetti delle politiche monetarie attuate dalle banche centrali non si sono ancora pienamente manifestati. La Banca centrale del Giappone mira a raggiungere un'inflazione del 2% (ricordiamo che nel caso giapponese i tassi di interesse sono bassissimi e nonostante ciò la domanda interna non cresce e quindi non genera aumenti della produzione e dell’occupazione), mentre la Banca centrale della Turchia segue un approccio diverso rispetto alla teoria economica tradizionale. Tuttavia, la maggior parte delle altre banche centrali principali ha adottato politiche monetarie restrittive negli ultimi anni. E proprio la Federal Reserve americana (Fed) ha recentemente riconosciuto una serie di errori nel caso della gestione della banca Silicon Valley Bank (SVB), di cui abbiamo parlato in passato. Tali errori riguardano la valutazione dei rischi legati alla crescita delle dimensioni di SVB e l'incapacità della Fed stessa di prendere decisioni forti. Le misure e le riforme adottate dopo la crisi del 2008 negli accordi di Basilea III potrebbero non essere più adeguate oggi. Purtroppo, proprio mentre scriviamo un'altra banca importante negli Stati Uniti, First Republic, sta attraversando momenti difficili. Venerdì, le sue azioni hanno perso il 43%, scendendo a circa 3,50 dollari per azione (3.10 CHF), con un crollo che ha causato la sospensione temporanea del titolo. Da inizio anno, il valore delle azioni è diminuito di circa il 97%. Di conseguenza, è probabile che la Fed debba intervenire nuovamente. Questi eventi sottolineano l'importanza della vigilanza da parte delle banche centrali e delle autorità di regolamentazione per garantire la stabilità del sistema finanziario e prevenire crisi simili in futuro.

Anche la FINMA, l'autorità federale di vigilanza finanziaria svizzera, desidera avere più potere per intervenire nel settore finanziario. È vero che la FINMA potrebbe non avere strumenti enormi a disposizione, ma è difficile escludere la sua responsabilità nel caso di Credit Suisse. Nel suo ultimo rapporto presentato qualche giorno fa, la FINMA ha sottolineato la necessità per Postfinance di rivedere la sua strategia in caso di emergenza (e su questo non abbiamo dubbi), ma ha ancora insistito sul fatto che le prospettive di Credit Suisse nel 2022 dal loro punto di vista fossero buone. Quest'ultima affermazione appare piuttosto audace dato il contesto. Ai nostri occhi sarebbe probabilmente bastato leggere la stampa internazionale per rendersi conto di quanto fossero rischiose le strategie adottate da Credit Suisse. Negli ultimi anni, la banca è stata coinvolta in numerosi scandali internazionali e perdite milionarie. Inoltre, i dati parlavano già molto chiaro. Già in novembre del 2022 si registrava una fuga di patrimoni in gestione di oltre 84 miliardi di franchi, pari al 6% del totale in gestione. Tali dati avrebbero dovuto destare qualche dubbio.

 

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