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01.09.22 - 16:070
Aggiornamento: 29.09.22 - 16:07

La crioconservazione per andare oltre la mortalità? "Si vuole disporre non della vita ma della morte"

Camilla Della Giustina, Dottoressa in Giurisprudenza, attualmente Dottoranda di Ricerca, ha scritto un saggio dedicato al tema della crioconservazione umana tra bioetica e diritto, un'opera pioneristica nel suo genere

BELLINZONA - L’essere umano può sfidare il concetto di mortalità? È il tema che Camilla Della Giustina affronta in un’opera unica nel suo genere. Crioconservazione Umana tra Bioetica e Diritto è una monografia pioneristica, destinata a diventare letteratura di base per approfondimenti ulteriori.

Della Giustina è Dottoressa in Giurisprudenza, attualmente Dottoranda di Ricerca, autrice di numerose pubblicazioni di alto livello e relatrice in numerosi convegni. Ha approcciato l’argomento stimolata da un caso di attualità: la volontà di una sedicenne britannica, malata terminale, di accedere alla crioconservazione, alla Tecnica. La questione era giunta in Corte in seguito al contrasto tra i genitori separati.

La crioconservazione consiste nel congelamento del corpo, che permette di ‘sospendere’ la morte di un individuo sino al momento in cui la scienza sarà in grado di trattare e sconfiggere la causa di morte. Un concetto affascinante che apre a una lunga serie di domande e che attraversa le più svariate discipline, dalla bioetica alla giurisprudenza.

Camilla Della Giustina le analizza in maniera unitaria. La concezione della società nel post-umanesimo, la visione filosofica del proprio io e del proprio percepirsi come umani, il rapporto con la divinità, la divisione tra corpo e anima, la meccanizzazione del corpo umano sono temi inseparabili. Per comprendere l’argomento è dunque necessario esplorare e mettere in relazione terreni diversi. "Il diritto non è separato dagli altri saperi e questo viene dimostrato dall'incessante progresso tecnologico: esso impone di effettuare un’analisi a 360 gradi comprendendo tutti i saperi", è la sua convinzione. Perché la posta in gioco è alta, altissima: "il futuro della stessa specie umana". Non solo la sua immortalità, il suo modo di reagire alla paura della morte, ma la sua essenza. Cosa potrà diventare l’uomo? Quanto potrà rimodellare i limiti biologici, rischiando di divenire qualcosa d’altro dall’umano? Il dilemma da cui partire, prima esistenziale che scientifico, è questo.

La conclusione cui giunge l’autrice, dopo un’amplissima ricerca che abbraccia i grandi classici filosofici così come la letteratura giuridica americana e britannica sulla crioconservazione, è che "non si può negare o violare la propria essenza umana".

Noi essere umani siamo distinti dalla macchina inanimata dalla nostra capacità dell’oblio che caratterizza l’uomo e l’autodeterminazione. È legittimo sfidare la morte per poter vivere in eterno? Un dilemma etico a cui ciascuno darà la sua risposta. Per Della Giustina, "con la crioconservazione si vuole disporre non della vita ma della morte: l'uomo vuole andare oltre il Limite, vuole divenire immortale, quasi una Divinità. Tuttavia, una applicazione ‘terapeutica’ – il riferimento va alla criotanasia –, potrebbe essere funzionale a curare alcune malattie o, ad esempio, gestire situazioni di scarsità di risorse". Non è tutto bianco o nero, insomma.

L’autrice giunge a tali risposte dopo un’ampia esposizione, che va oltre la trattazione scientifica, senza dubbio interessante, della crioconservazione. Appronta una definizione di morte, mostra le leggi vigenti in materia, le loro contraddizioni latenti e i rapporti con la DAT (la disposizione anticipata di trattamento, o testamento biologico, documento con cui si esprime la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari nel caso in cui, in futuro, ci si trovasse in condizione di non poterlo fare).

La casa editrice Flamingo Edizioni ha scelto di puntare su un saggio che porrà le basi per un dibattito e una letteratura che seguirà gioco forza le evoluzioni del fenomeno. Sarà un riferimento per il futuro per le domande attorno alla crioconservazione e ai suoi dilemmi. Un testo apripista destinato a lasciare il segno.

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