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Cronaca
29.08.22 - 22:450

Polizia di Locarno, il Municipio preannuncia il licenziamento dell'agente esibizionista

I fatti sono emersi dalle testimonianze di alcuni poliziotti nel corso dell’inchiesta condotta dall’ex procuratore pubblico Marco Bertoli, ma erano da molti mesi sulla bocca di molti

LOCARNO – Non è un fulmine a ciel sereno. La “gabola” era nell’aria da tempo. Da molto tempo. Sussurrata. Mormorata. Chiacchierata… Poi è finita nei verbali dell’inchiesta amministrativa che il Municipio di Locarno ha commissionato all’avvocato ed ex procuratore pubblico Marco Bertoli per far luce sul “malessere” emerso in seno alla Polizia comunale. I dettagli sono ancora da definire, ma i fatti sembrano incontestabili, tant’è che il Municipio stesso ha preannunciato l’avvio di una procedura di licenziamento nei confronti di un agente a causa - come riferisce il Quotidiano della RSI – di comportamenti inappropriati. L’agente in questione si è infatti reso autore di episodi di esibizionismo nei confronti dei colleghi durante il servizio. I fatti sono emersi dalle testimonianze di alcuni poliziotti proprio nel corso dell’inchiesta condotta da Bertoli, ma, come detto, erano da molti mesi sulla bocca di molti.

L’agente potrà, naturalmente, opporsi al licenziamento, ma per ora a Palazzo Marcacci le bocche sono cucite. Il responsabile del Dicastero sicurezza, Pierluigi Zanchi, interpellato dalla RSI, si è trincerato dietro un “no comment”. Stessa linea da parte dei suoi colleghi di Municipio, che attendono la conclusione dell'inchiesta amministrativa. Inchiesta che tecnicamente è chiusa, anche se dopo il rapporto intermedio consegnato in giugno dall’avvocato Bertoli è emersa la necessità di ulteriori accertamenti.

Alla luce di quanto emerge oggi si conferma comunque inopportuna la conferenza stampa convocata a fine giugno da Zanchi, presente il comandante della Comunale, Dimitri Bossalini, per render conto del buon lavoro svolto dalla Polizia locarnese. Una conferenza stampa che era stata criticata dal vicesindaco, Giuseppe Cotti, che l’aveva definita “avventata”, proprio per essere stata indetta pochi giorni dopo la consegna del rapporto intermedio di Bertoli, nel quale già figuravano i comportamenti inopportuni contestati all’agente.

 

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