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03.02.23 - 09:450

Radar, Dadò bombastico: "Gobbi eletto perchè contro l'accanimento verso i cittadini, e ora..."

Lui e Passalia hanno interpellato il Governo in merito all'aumento dei controlli radar: "Prevenzione o cassetta? Ci auguriamo che tutto ciò non dipenda dai minori introiti dell'imposta di circolazione e al mancato incasso delle quote della BNS"

BELLINZONA - I radar vengano usati per fare prevenzione, non cassetta. Il Centro attacca su un tema sensibile, con una interpellanza, per capire se la percezione della popolazione di un aumento dei controlli con lo scopo di incassare più soldi nelle multe sia giustificato o no. E Fiorenzo Dadò non lesina duri attacchi anche a Gobbi e al suo Dipartimento. Il Consigliere di Stato, a suo avviso, porta avanti una filosofia, quella della lotta all'accanimento contro la popolazione, ma nei fatti attua decisamente un'altra politica. 

L'atto parlamentare è firmato dal presidente e da Marco Passalia e va dritto al punto. "Non stiamo esagerando con i controlli di velocità in Ticino?", è la domanda introduttiva, articolata poi in quesiti più precisi: "Quanti apparecchi di rilevamento velocità ha in dotazione la Polizia cantonale, se sono previsti nuovi acquisti e con quale frequenza vengono utilizzati?  Ci sono anche ragioni finanziarie con obiettivi di budget (e relativo premio) da raggiungere per i poliziotti" nella scelta su dove effettuare i controlli, ma anche "una statistica di tutti i controlli della Polizia cantonale negli ultimi 5 anni di cui fanno parte anche i cosiddetti ‘controlli radar’?". 

Insomma: i radar servono a far cassetta oppure no? Una domanda che aleggia tra la popolazione da tempo e a cui ora, dati alla mano (vengono chiesti quelli degli ultimi cinque anni) Norman Gobbi dovrà rispondere. 

A La Regione i due firmatari hanno commentato l'interpellanza. "Dobbiamo capire se stiamo parlando di una polizia che deve fare prevenzione o che deve fare cassetta, cosa che immagino e spero le forze dell’ordine non vogliano", sono le parole di Passalia. Che ribadisce: "A ogni modo, mi auguro che dietro a questo consistente incremento dei controlli radar non vi sia l’intento del governo di compensare i minori introiti per le casse del Cantone, dovuti da un lato all’abbassamento di un’imposta di circolazione che era la più alta della Svizzera – abbassamento, ricordo, avallato dal popolo con il sì all’iniziativa promossa dal Centro – e dall’altro al mancato incasso delle quote della Banca nazionale svizzera".

Accuse pesanti che vengono ricalcate dall'intervento di Dadò: "Noi abbiamo sempre ritenuto che il radar deve essere uno strumento di prevenzione e non vessatorio o punitivo nei confronti dei cittadini. Se utilizzati nei luoghi sensibili come davanti a scuole e ospedali sono evidentemente giustificati ma utilizzarli per fare cassetta come si è visto troppe volte in questi anni non è più accettabile: oggi la popolazione fa fatica, e si va a punirla ingiustamente". E non finisce qui: Via Sicura, a suo dire, può rovinare una vita, portando per una distrazione "a mezzanotte su una strada deserta" a perdere anche il lavoro, per i Comuni che guadagnano dalle multe, per il DI che mette le multe a preventivo, "facendo un processo alle intenzioni", e infine per Gobbi: "È una cosa che ha dell’incredibile pensare che è stato eletto proprio grazie a una politica contro i radar e contro l’accanimento nei confronti dei cittadini, la bocca ha detto una cosa ma la mano ne sta facendo nettamente un’altra".

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