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Politica
03.05.24 - 08:480

"Abolire il primo maggio? No, sensibilizzare sul suo significato". Il GLRT non è d'accordo col partito nazionale

La presidente Asia Ponti dice la sua sulla controversa proposta dei Giovani Liberali Radicali Svizzeri: "Una presa di posizione provocatoria. Ma in Svizzera interna le manifestazioni del primo maggio sono ormai appannaggio di partiti e vandali"

BELLINZONA - Una provocazione per riflettere su come vivere una giornata dedicata ai diritti dei lavoratori, troppo spesso teatro di vandalismi e di partiti politici che la usano per propagandare il loro programma. I Giovani Liberali Radicali Svizzeri avevano lanciato la proposta di abolire il primo maggio come festa, la presidente della sezione ticinese Asia Ponti dice la sua interpellata da La Regione.

"È una presa di posizione sicuramente provocatoria rispetto pure alla petizione lanciata lo stesso giorno dai sindacati di rendere il Primo maggio festa anche nei Cantoni che ancora non la celebrano". Infatti, il primo maggio è stato caratterizzato da due proposte opposte: chi chiede di abolirla e chi di renderla festiva per tutti i cantoni. Ma da dove nasce quella che definisce una provocazione? Per Ponti, "in particolare nelle città della Svizzera tedesca, le manifestazioni del Primo maggio sono diventate negli ultimi anni appannaggio di partiti politici che le sfruttano per dare visibilità al proprio programma politico e di vandali che nulla c’entrano con gli organizzatori. Derive che tolgono legittimità e significato a una festa che deve invece essere l’occasione per celebrare i lavoratori e riflettere sulle tematiche legate al mondo del lavoro in modo trasversale".

Una tematica che non tocca il nostro cantone, dove "i cortei sono pacifici e ancora nello spirito originario di riflettere e sensibilizzare sulle tematiche del lavoro".

Il primo maggio deve tornare a essere una giornata di riflessione e di rivendicazione dei diritti, non una occasione per fare politica o vandalismo. Per la presidente del GLRT "la soluzione dev’essere quella di sensibilizzare chi possa evitare simili derive e non invece abolire tout court il giorno di festa".

 

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