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29.04.22 - 13:380
Aggiornamento: 09.05.22 - 18:25

Di DSA, ADHD, APC, autismo, disturbi del linguaggio. "Problemi che durano una vita, servono sostegni extra-scolastici concreti"

Giovanna Bagutti organizza un doposcuola inclusivo anche per bambini con neuro-diversità. "Esse causano sofferenza, difficoltà scolastiche e nell'accettazione di sè, scarsa autostima, problemi a livello sociale e comunicativo"

BELLINZONA – Bambini con difficoltà specifiche nell’apprendimento o nella concentrazione: sono sigle di cui si sente più spesso parlare, da DSA, ADHD, disturbi specifici del linguaggio, autismo, APC. Si sa davvero che cosa significano? Cosa vuol dire essere genitori di bambini che ne soffrono, con la volontà di aiutarli a avere una scolarizzazione ottimale?

Sempre più persone sono sensibili a argomenti simili, di cui si parla con più apertura. Per esempio, ieri sera si è parlato di ADHD e disturbi specifici dell’apprendimento a Chiasso, con il granconsigliere Giorgio Fonio e lo psicoterapeuta e psicologo Fabiana Bazzana.

Anche la politica si china sovente sull’argomento. I liberali, con Aaron Piezzi, chiedono incentivi per formare nuovi logopedisti, spiegando come ci siano sempre più bambini colpiti dalla problematiche e per contro meno professionisti deputati a aiutarli.

Ne abbiamo parlato con Giovanna Bagutti, docente laureata in Scienze della formazione primaria con riconoscimento patente SI/SE presso CDPE alla Bicocca di Milano e master in didattica e psicopedagogia per alunni con disturbo dello spettro autistico presso Cattolica di Milano e formazioni su DSA, ADHD, Plusdotazione e inclusione presso Erikson, DFA-Supsi-ASNOR e filo di seta.

Proprio per aiutare i bambini con problematiche specifiche, organizzerà da settembre 2022 un doposcuola inclusivo chiamato Tiaiuto, che attraverso strategie focalizzate mira a potenziare le risorse di ogni allievo e a migliorare le diverse difficoltà, per questo è aperto anche a bambini/ragazzi con DSA, ADHD, APC, Disturbo del linguaggio e autismo. Sarà attivato a Mendrisio, Lugano e Bellinzona.

Ci spiega la differenza tra i vari disturbi? Si sentono molte sigle e tanti termini…

"DSA, ADHD, DSL, APC e Autismo sono termini per indicare una neuro-diversità o atipicità. Questi si manifestano nelle prime fasi dello sviluppo e sono caratterizzati da una compromissione del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo".

Vediamoli ad uno ad uno. Cosa è il DSA ?

"I disturbi specifici di apprendimento (DSA) vengono diagnosticati quando nell’individuo sono presenti deficit specifici dell’abilità di percepire o elaborare le informazioni in maniera efficiente e accurata. Questi disturbi sono caratterizzati da persistenti e progressive difficoltà nell’apprendere le abilità scolastiche di base nell’ambito della lettoscrittura e/o del calcolo".

Invece che cosa é il disturbo dell’attenzione ? È sempre correlato all’iperattività?

“Il disturbo dell’attenzione con o senza iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione, disorganizzazione e/o iperattività-impulsività. La disattenzione e la disorganizzazione comportano l’incapacità di mantenere l’attenzione su un compito, l’apparente mancanza di ascolto e la perdita di oggetti, a livelli inadeguati all’età o al livello di sviluppo. L’iperattività-impulsività porta a un livello di attività eccessivo, agitazione, incapacità di rimanere seduti, intromissione nelle attività altrui e incapacità di aspettare". 

Passiamo al disturbo specifico di linguaggio…

"Il Disturbo specifico di linguaggio porta a problemi nell’acquisizione e nell’uso di diverse modalità di linguaggio (parlato, scritto, gestuale o di altro tipo), causati da deficit della comprensione e/o della produzione del linguaggio. Riguardano una riduzione del lessico, una scarsa o assente strutturazione della frase (capacità di utilizzare regole sintattiche e morfologiche) e una mancata o ridotta fluenza del discorso (capacità di utilizzare le parole organizzandole in frasi di senso compiuto e legarle tra loro in una una conversazione)".

Di autismo invece si parla molto. Come lo definirebbe 

"L’autismo è caratterizzato da deficit persistenti della comunicazione sociale e dell’interazione sociale in molteplici contesti, compresa la comunicazione non verbale utilizzata per le interazioni interpersonali. In aggiunta ai deficit della comunicazione sociale, la diagnosi di disturbo dello spettro dell’autismo richiede la presenza di un repertorio di comportamenti, interessi o attività limitato e ripetitivo".

Un altro termine che si sente speso è alto potenziale cognitivo. Chi è un bambino che ha un APC ?

"L’alto potenziale cognitivo (APC) riguarda invece la presenza di abilità cognitive molto superiori rispetto alla crescita fisiologica del bambino o del giovane ragazzo, ma talvolta discrepanti rispetto alle funzioni sociali ed emotive. È possibile che una persona con alto potenziale cognitivo presenti caratteristiche di DSA/ ADHD/autismo, per questo il profilo è generalmente complesso e viene descritto come doppia/tripla eccezionalità. Un bambino/ragazzo “doppio/triplo eccezionale” può presentare difficoltà nell’organizzazione e partecipazione scolastica, anche a livello di motivazione, difficoltà nella gestione emotiva (crisi, ansia), scarsa autostima, difficoltà relazionale e sociale tra i pari".

Ora che abbiamo chiarito i termini, ci spiega perchè sente l’esigenza di creare un doposcuola? Con che tipo di approccio lavorerà?

"Poiché il quadro delle neuro diversità è abbastanza complesso, tale da comportare nel bambino sofferenza, difficoltà scolastiche, nell'accettazione di sé, scarsa autostima e difficoltà a livello sociale e comunicativo è importante avviare un percorso di potenziamento e di supporto calibrato sulle risorse e volto a migliorare le diverse difficoltà. L’approccio dunque non può essere univoco ma fortemente differenziato e personalizzato in base alle diverse necessità e ai diversi bisogni. Con gli anni, utilizzando questo approccio ho potuto osservare notevoli miglioramenti. Sotto questa cornice di senso nasce il mio desiderio di creare un doposcuola inclusivo aperto a tutti, anche a bambini con neuro-diversità. Considerando che la neuro-diversità è un modo di essere che permane in maniera più o meno evidente per tutta la vita, credo sia importante proporre alle famiglie un supporto extra-scolastico concreto per la gestione dei compiti e per il potenziamento delle diverse abilità".

Ritiene che la scuola ticinese faccia abbastanza per questi bambini? Ci sono percorsi inclusivi?

"Attualmente in Ticino vi è un percorso di sensibilizzazione al tema della diversità attraverso convegni, tavole rotonde, seminari organizzati da associazioni, università e professionisti. Questi incontri sono altamente qualificati e professionali. All’interno delle istituzioni scolastiche, ho potuto osservare pratiche realmente inclusive come ad esempio la creazione di laboratori ed esperienze sensoriali. È stato molto interessante notare come tutti i bambini fossero coinvolti nel processo di apprendimento e di partecipazione. È importante promuovere queste prassi all’interno di tutte le istituzioni scolastiche per più ore scolastiche poiché “noi impariamo il 10% di ciò che leggiamo, il 20% di ciò che ascoltiamo, il 30% di ciò che vediamo, il 50% di ciò che vediamo e ascoltiamo, il 70% di ciò che discutiamo con gli altri, l’80% di ciò che viviamo di persona, il 95% di ciò che insegniamo a qualcun altro.” (William Glasser). È proprio in base a questa idea concettuale di fondo che si struttura il mio doposcuola, attraverso esperienze sensoriali, giochi ludici, strumenti visivi e concreti, costruzione di mappe mentali e un continuo confronto tra pari per sviluppare maggiormente autonomia, autostima, competenze disciplinari e motivazione all’apprendimento".

Per informazioni sul dopo scuola : g.bagutti@gmail.com

 

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