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28.10.22 - 17:270

Carobbio: "La mia non è una candidatura blindata. E su Mirante..."

"Un partito deve avere una linea coerente: non sarebbe comprensibile se si cambiase di punto in bianco l'impostazione politica", sostiene la Consigliera agli Stati. "Non è giusto e rispettoso credere che la Conferenza cantonale sia stata manipolata"

BELLINZONA - Un progetto che guarda ben oltre le elezioni. Marina Carobbio per la prima volta parla pubblicamente della sua candidatura per il Consiglio di Stato, sottolineando come a suo avviso un cambio di strategia ora, leggasi un inserimento di Amalia Mirante in lista, sarebbe indice di poca coerenza da parte del suo partito.

La Consigliera agli Stati è stata scelta dalla direzione assieme a Demaria (leggi qui) per far parte della lista congiunta con i Verdi. Ma non a tutti la decisione è piaciuta: l'area socialdemocratica del partito rivendica di inserire tra i candidati l'economista Mirante (leggi qui, leggi qui e leggi qui).

A decidere chi correrà per il Governo sarà il Congresso di metà novembre, ieri intanto è stato presentato il documento programmatico dell'unione rosso-verde (leggi qui). 

Carobbio, intervistata dal CdT, non pensa che la sua sia una candidatura blindata, come invece affermano molti. "Non vedo nulla di blindato e non credo che la strategia del PS sia stata costruita sulla mia persona. Molte sono state le persone sentite, molte coinvolte ben prima di me, e la strategia è stata decisa ben prima dei nomi. Se avessi cercato via sicure e, come ipotizza lei, “blindate”, non avrei fatto il percorso che ha contraddistinto la mia carriera politica". 

Non si sente affatto favorita dalla direzione del PS e a suo avviso a metà novembre si dovrà decidere "la linea politica per le cantonali del 2023, confermando il progetto che guarda ben oltre il 2 aprile, e come conseguenza di questo primo passo scegliere i candidati". 

Lei infatti ha scelto di correre per il Governo per i programmi e per le idee, senza quelli sostiene che non lo avrebbe mai preso in considerazione. 

E riferendosi alla richiesta di candidatura di Mirante, non ha dubbi: "Ogni iscritto al PS si poteva candidare, e poi il Congresso avrà l’ultima parola. Ma un partito deve avere una linea coerente, partendo dai documenti programmatici e dalla piattaforma rossoverde. Non sarebbe comprensibile se si cambiasse di punto in bianco l’impostazione politica. Spero che presto l’attenzione sarà su questo e non sui nomi, che sono solo lo strumento del progetto, non l’essenza. Credere poi che l’intera Conferenza cantonale sia stata manipolata non mi pare giusto e rispettoso nei confronti delle 200 compagne e compagni presenti".

Si parla soprattutto di nomi e di polemiche, lei sposta la visione: "Vedo un grande entusiasmo per l’alleanza rossoverde della quale al momento si parla poco".

 

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