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25.08.23 - 17:060
Aggiornamento: 26.08.23 - 09:14

Agenda scolastica: un pasticcio grottesco

Le forzature che hanno portato alla distribuzione caotica del diario, a dipendenza dell'orientamento politico dei comuni

di Andrea Leoni

La prima forzatura è stata compiuta da chi ha realizzato l’agenda scolastica, perché non ha tenuto conto della sensibilità di una parte dell’opinione pubblica su un tema delicato e scivoloso. Uno scivolone tipico di un approccio ideologico, che non considera possibile un altro punto di vista “giusto” oltre al proprio, soprattutto in termini di etica, civiltà e umanità.

Si sbandierano concetti alti, nobili, come inclusione - accade lo stesso con parole come “amore” e “diritti” - e con una bella pennellata di demagogia si pretende che la propria visione del mondo sia universale e quindi per tutti e di tutti, incontestabilmente. E se poi, invece, qualcuno la rifiuta o vi si oppone - questo lui o questa lei - diventa un’oscurantista, un retrogrado o un fascista da frustare con quelle stesse parole.

Ma questo è, per l’appunto, un “falso ideologico”, poiché proprio sulla questioni di genere, oltre alle diverse sensibilità etiche e culturali presenti nella società, esistono nella comunità medica e scientifica tesi assai discordanti.

E qui viene il secondo punto centrale. Si dice: i docenti hanno la preparazione per affrontare questi temi e, se del caso, il Cantone fornirà loro il supporto di specialisti. Già, ma considerata la discordanza di cui sopra, quale “versione” sarà fornita agli allievi? L’unica possibile, sulla quale dovremmo concordare tutti, è che ogni scelta individuale, ogni vissuto, va protetto dalle discriminazioni. Tutto il resto è opinabile, spesso è politico, e quindi materia scottante in ambito d’insegnamento.

In tutto questo va considerato che ragazze e ragazzi entrano in contatto con la tematica, talvolta tramite cartoni animati, serie tv, giochi sul telefonino. Come affrontare anche questa parte del problema? Siamo pronti a chiamare la propaganda per nome? 

Ciò detto, però, è indiscutibile che la campagna elettorale per le elezioni federali abbia gonfiato a dismisura la faccenda, creando un clima da stadio e provocando più di uno scivolone verbale anche fra gli oppositori all’agenda. Dire che il terzo sesso è un’invenzione o è una moda, è una stupidaggine sesquipedale. Numerose culture in tutto il Mondo, infatti, ne riconoscono in qualche modo l’esistenza dall’antichità e fino ai giorni nostri. Senza scomodare Planote e Aristofane, e i figli della luna, per diverso tempo questa felice estrosità della natura umana, è stata ad esempio incarnata nell’immaginario collettivo dai transessuali. Ci riferiamo a coloro che non volevano compiere una transizione verso un sesso, ma desideravano incarnare nel corpo e nei comportamenti, anche sessuali, sia il lato maschile che quello femminile. E quanti maschi-maschi hanno condiviso il letto con loro...La fluidità è un ulteriore sfumatura.

Non è un bello spettacolo osservare la cartina del Canton Ticino che, comune dopo comune, si tinge di rosso e di verde, di sì e di no, sulla distribuzione dell’agenda scolastica nelle quinte elementari. Una decisione che si fonda esclusivamente sulla colorazione della maggioranza politica dei Municipi. Così, in base a questo meccanismo, allievi separati da pochi chilometri, quando non metri, avranno o non avranno il diario. E i rispettivi insegnanti ne discuteranno oppure no. Comunque la si pensi, un pasticcio grottesco.

Un pasticcio figlio di una serie di forzature: le due vignette nell’agenda, la campagna elettorale, l’ideologia gender e la sua propaganda sempre più martellante e censoria, attraverso la mannaia del politicamente corretto, l’eccesso di reazione di quei cittadini stufi di sentirsi additata come retrograda e oscurantista, magari semplicemente perché convinti che il sesso sia un fatto biologico e non politico.

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