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16.05.22 - 09:370

Brenno Martignoni: Pasolini a cent’anni dalla nascita, “una storia mica male insabbiata”

In occasione dell’anniversario, il Centovalli Festival Camedo presenta l’ultimo capolavoro cinematografico, incompiuto

di Brenno Martignoni Polti

“È una storia mica male insabbiata. Una storia sbagliata.” Mirabile. Fabrizio De Andrè. In sentito omaggio a Pier Paolo Pasolini. Quella domenica 2 novembre 1975. Mattino. Ore 6.30. Esanime. Sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Poeta. Scrittore. Regista. Fra i grandi. Sceneggiatore, attore e drammaturgo. Saggista e critico. Intellettuale. Controverso. Passati 46 anni, colpevoli, esecutori e mandanti, rimangono sconosciuti. Criptati. Profetica TRIBUNA APERTA sul “Corriere della sera”. A firma P. P. Pasolini. L’ anno prima. Il 14 novembre 1974. “COS’È QUESTO GOLPE? Io so.”  Parole pesanti come macigni. “(…) Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. (…)”.  Di raro coraggio. Civico. A tessere collegamenti. Gruppi di potenti. Cia. Colonnelli greci. Mafia. Uccisioni. Strategie della tensione. Dinamiche di quel tempo. Toccò a Ninetto Davoli. Il riconoscimento. Ragazzo di vita. Tutt’uno con i suoi film. Per quell’assassinio, due chiavi di lettura. La prima. Semplicistica. Pedissequa agli atti giudiziari. Una relazione omosessuale finita male. Pino Pelosi. “Pino la Rana”. Allora, diciassettenne. Deceduto nel 2017. Ritrattò. La seconda. Allargata a moventi più complessi. Dai tentativi  di rapina e di estorsione al complotto di matrice politica. Dal 2008, nuove ipotesi. In piena criminalità organizzata. Un incontro con malavitosi, per la restituzione delle copie del film “Salò”. Uscito postumo, il 10 gennaio 1976. La fine di Pasolini incrocia pure le lotte di potere del petrolchimico. Un giallo internazionale. Insoluto. Nel centenario della nascita, sabato 23 aprile 2022, al Centovalli Festival Camedo. Giampaolo Gotti, attore e regista. Docente all’Accademia Dimitri. Ha riletto un’incompiuta cinematografica. “Porno -Teo - Kolossal”. Pier Paolo Pasolini, Napoli, Eduardo De Filippo e Totò. La missiva 24 settembre 1975. Pasolini inviava ad Eduardo (alias Re Magio Epifanio) la sceneggiatura. “Mancano i dialoghi, perchè conto molto sulla tua collaborazione. Spero che il film ti piaccia e che tu mi aiuti e m’incoraggi ad affrontare una simile impresa.” Un messaggio alla mano. Tra Maestri. Che apriva al futuro. Val bene lo sfogo del Faber. “Non ci chiedere più com’è andata. Tanto lo sai che è una storia sbagliata.” Da Poeta a Poeta. “In excelsis”.

 

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