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18.05.22 - 14:500

Stoccaggio di gas in paesi limitrofi e opzioni per acquistarne altro: i piani del Governo per l'energia

Il Consiglio Federale è consapevole di quanto la Svizzera dipenda dall'estero per il rifornimento energetico e ha posto in vigore una ordinanza urgente in grado di far fronte alle conseguenze di un eventuale stop delle importazioni dalla Russia

BERNA - La Svizzera dipende dal gas estero e non ha impianti di stoccaggio, per cui un venir meno delle importazioni dalla Russia sarebbe un problema. Ne è consapevole il Consiglio Federale, che si sta muovendo per aumentare le riserve per il prossimo inverno, in particolare assicurandosi capacità di stoccaggio nei Paesi limitrofi e opzioni per ulteriori forniture di gas.

A tale scopo ha posto in vigore un'ordinanza urgente e ha preso atto del piano elaborato dal settore e dalle autorità federali per la creazione di una riserva di gas invernale. Queste misure concretizzano le decisioni del Consiglio federale di inizio marzo.

"Dall'inizio della guerra contro l'Ucraina regna sui mercati energetici europei nervosismo e incertezza. Per l'approvvigionamento nazionale di gas la Svizzera dipende completamente dalle importazioni. Inoltre, il nostro Paese non dispone di propri impianti di stoccaggio. Per aumentare l'approvvigionamento di gas, all'inizio di marzo il Consiglio federale ha deciso di facilitare per il settore l'acquisto di gas e di capacità di stoccaggio nei Paesi confinanti. Nel frattempo la task force costituita dal settore del gas, i cui lavori sono coordinati dall'Associazione Svizzera dell'Industria del gas (ASIG), ha elaborato, con la collaborazione del DATEC e del DEFR, un piano contenente i capisaldi delle misure previste per l'approvvigionamento invernale 2022/2023. Il Consiglio federale ne ha preso atto il 18 maggio 2022 e ha fissato i succitati capisaldi in un'ordinanza", spiega infatti il Governo. 

"Il concetto di creazione di una riserva invernale di gas mira a minimizzare le conseguenze che avrebbe un eventuale venir meno delle forniture di gas russo", si legge in una nota. Due le misure aggiuntive oltre all'approvvigionamento ordinario, che come ogni anno viene effettuato dai fornitori svizzeri e copre le esigenze dei consumatori del nostro Paese: si punta sulla "riserva fisica: una parte dell'approvvigionamento ordinario di gas deve essere garantita tramite lo stoccaggio, principalmente nei Paesi limitrofi. Questa riserva fisica è destinata a coprire il 15% (circa 6 TWh) del consumo annuale di gas della Svizzera (circa 35 TWh). Circa la metà di questa riserva fisica è già stata prenotata in Francia dalle società regionali Gaznat e Gasverbund Mittelland (GVM)" e su "opzioni per ulteriori forniture di gas: oltre all'approvvigionamento ordinario devono essere acquistati 6 TWh in Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi sotto forma di opzioni per la fornitura di gas di origine non russa, cui in caso di necessità la Svizzera potrà ricorrere con breve preavviso dietro pagamento di un corrispettivo fisso. Questa quantità equivale a circa il 20% del nostro consumo invernale. Ciò permetterà anche una diversificazione dei canali di approvvigionamento".

Il piano arriva dall'industria del gas e il Consiglio federale lo accoglie con favore, perchè a suo avviso "fornisce un'ulteriore garanzia contro i rischi legati alla fornitura invernale 2022/2023 e una loro maggiore diversificazione. Queste nuove misure devono pertanto essere considerate come lavori preliminari alla legge sull’approvvigionamento economico del Paese. Il Consiglio federale si aspetta che la costituzione della riserva di gas possa svolgersi nel rispetto del diritto in materia di concorrenza. A questo proposito l'ordinanza stabilisce che i costi devono essere coperti senza discriminazioni attraverso le tariffe di utilizzazione della rete".

Il Consiglio federale invita la task force a portare a termine il piano per la riserva di gas congiuntamente al DEFR e al DATEC e a informarlo entro la metà di giugno. "Occorre ancora definire, in particolare, come verrà gestita la riserva di gas: un piano specifico dovrà definire come e quando ricorrere alla riserva di gas, chi potrà utilizzarla e a quale prezzo. Sarà inoltre necessario garantire la trasparenza sui contratti stipulati e sui costi, nonché garantire le necessarie capacità della rete per l'importazione di gas. Se nel corso dei prossimi lavori si rivelasse impossibile attuare le misure ordinate dalla Confederazione nel rispetto del diritto in materia di concorrenza, il Consiglio federale valuterà quali regole adottare", si legge ancora nel comunicato.

Inoltre, la volontà è di intensificare i contatti bilaterali per valutare la possibilità di firmare accordi bilaterali che garantiscano l'accesso agli impianti di stoccaggio e il DATEC è stato incaricato, visto quanto sta accadendo con la crisi ucraina, di rivedere il progetto, da porre in consultazione, della legge sull'approvvigionamento di gas e di presentargli in un documento interlocutorio i nuovi capisaldi del progetto entro la fine di aprile 2023.

L'ordinanza approvata il 18 maggio 2022 si basa sulla legge sull’approvvigionamento economico del Paese. Entrerà in vigore il 23 maggio 2022 fino al 30 settembre 2023.

 

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