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23.09.22 - 09:060

Parmelin: "Eventuali contingentamenti di energia fanno gli interessi del mondo economico"

Il Consigliere Federale ha spiegato che non è al momento intenzionato a pensare a aiuti alle imprese in caso di riduzione forzata dell'uso dell'energia: "Non equivarrebbe a una chiusura. E hanno avuto tempo di prepaparsi"

BERNA – Difficilmente ci saranno eventuali aiuti in caso di contingentamento dell’energia alle aziende, perché in qualche modo hanno avuto il tempo di prepararsi. E in ogni caso, un contingentamento non equivale a una chiusura.

Lo ha detto Guy Parmelin in una lunga intervista al Corriere del Ticino, dove ha spiegato nei dettagli che cosa vuole fare il Governo: si parte, come già accaduto, con una campagna di sensibilizzazione (di cui fa parte la famosa doccia in due che tanta ilarità sta suscitando in Italia in questi giorni).

“Se ci fosse davvero una penuria di elettricità o di gas, innanzitutto verrebbero lanciati nuovi appelli al risparmio energetico ed eventualmente scatterebbero alcune restrizioni, sì, per limitare leggermente l’uso. Per il gas potremmo inoltre commutare gli impianti bicombustibili all’olio da riscaldamento. I contingenti verrebbero introdotti solo e soltanto se questi o altri provvedimenti, come i divieti, si rivelassero inefficaci”, ha affermato.

Quindi, il contingentamento è proprio l’ultima ratio. E non colpirebbe tutti: “Distinguiamo il caso dei cosiddetti “consumatori protetti”: si tratta delle abitazioni private e dei servizi sociali di base, come gli ospedali e le organizzazioni di pronto intervento. Questi consumatori sarebbero esclusi dai contingenti. (…) Per l’elettricità, invece, il sistema dei contingenti si applicherebbe soltanto ai grandi consumatori, che utilizzano cioè almeno 100.000 kWh all’anno e che vantano un diritto di accesso alla rete. Non ci sarà nessuna scala di priorità in base ai settori economici”.

Alla precisa domanda su aiuti per le aziende, il Consigliere Federale ha aggiunto che un contingentamento è un modo per non chiudere e “servono a evitare le interruzioni di corrente, ossia a preservare le attività economiche, facendo così gli interessi del mondo economico”. Affermazioni che difficilmente piaceranno alle industrie, che si sono viste bocciare da Parmelin anche la possibilità di tornare alla fornitura di base (a suo avviso, dopo anni a prezzi inferiori col libero mercato metterebbero in difficoltà le famiglie).

Per quanto concerne un eventuale tetto ai prezzi, una proposta che l’UE sta discutendo, Parmelin e la Svizzera restano alla finestra, pur consci che da noi negli ultimi giorni i costi sono scesi. “L’impennata dei prezzi aiuta a risparmiare energia elettrica. Se invece i segnali di penuria vengono sopravvalutati, ad esempio con l’introduzione di un tetto massimo sui prezzi, c’è il rischio che queste misure siano poi difficilmente reversibili: un consumo più elevato, a costi più bassi, vanificherebbe immediatamente l’effetto risparmio”.

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