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Cronaca
29.09.22 - 11:450
Aggiornamento: 30.09.22 - 14:06

Bertoli: "Qualcosa non ha funzionato nelle segnalazioni: noi non ne abbiamo ricevute"

Il direttore del DECS, assieme a Zaninelli e a Berger, ha parlato in conferenza stampa del caso del direttore arrestato, esprimendo la vicinanza a chi è stato toccato dal caso. Accettate le dimissioni dell'uomo

BELLINZONA - Il DECS dice la sua: segnali, a livello cantonale, che qualcosa stesse accadendo nella scuola media del Luganese dove insegnava il docente arrestato per atti sessuali, non sono mai arrivati. Le dimissioni dell'uomo sono state accettate. 

Manuele Bertoli ha aperto la attesa conferenza stampa citando alcuni casi precedenti in cui delle segnalazioni erano arrivate. "Ci siamo mossi, quando sono giunte. Se la rete funziona e parla, i provvedimenti vengono presi. Ma se la rete non c'è o si interrompe, il problema è diverso e questo è il caso. Il DECS, la Sezione dell’insegnamento medio e la Divisione della scuola non hanno ricevuto nulla. Parlando con i genitori abbiamo saputo che erano stati fatti dei reclami direttamente alla scuola".

Ha poi sottolineato come a fianco di quella penale ci sarà una inchiesta amministrativa, che è al momento ferma per questioni pratiche. "Chiederemo al Procuratore Pubblico quando poter procedere per comprendere se ci sono state effettivamente delle segnalazioni, se c'è stato un problema e dove. Il penale si occuperà del reato contestato, anche per capire se ne verranno contestati altri a persone che potevano sapere che cosa stava succedendo".

Da inizio 2022 è entrato in vigore un codice deontologico nuovo. "Se anche i rapporti fossero stati privi di violenza, non sono assolutamente consentiti. Siamo addolorati per quanto successo, non dovrebbe mai accadere ma purtroppo c'è stato. Tocca le famiglie, i genitori, la scuola, anche la famiglia della persona arrestata. Siamo vicini a tutti".

Tiziana Zaninelli, capo della Sezione dell’insegnamento medio, ha spiegato come funzionano le valutazioni riguardo un docente. Nel caso del docente del Luganese tutti i rapporti erano sempre stati positivi, "li ho riletti ancora". Per quanto riguarda invece i direttori, ci sono dei bandi di concorso. "Lui è rimasto in carica praticamente sei giorni".

Ha parlato anche del lavoro di diploma del docente. "Era in abilitazione, al secondo anno di abiltazione si chiede di lavorare personalmente su un tema, proposto dal docente o da un formatore del DFA. Nel 2016 erano usciti vari regolamenti e opuscoli in merito all'educazione sessuale ed era stato chiesto agli abilitandi di quell'anno di aderire a progetti interdisciplinari su quel tema. In sei hanno acconsentito, tra cui il docente in questione, ed è iniziato il lavoro. Le problematiche sono state di carattere scolastico. Ci fu un errore da parte della direzione che sbagliò, devo dirlo in modo molto chiaro, a non informare le famiglie su questo percorso. Ricordo una telefonata di una mamma che mi disse che non era d'accordo sul tema e sul fatto che i ragazzi perdevano lezioni di latino (che poi furono recuperate). Chiesi una riunione dei genitori, con la presenza della direzione, del docente e della formatrice del DFA, che spiegò il senso del lavoro, ricordando che nel piano di studio l'educazione alla affettività e sessualità è trasversale".

Il secondo errore è stato l'uso della chat WhatsApp e non altri metodi usati dai docenti di scienze per raccogliere le domande, come scatole dove gli allievi inseriscono in modo anonimo le domande. "Ritenere che ci sia una causalità tra quanto accaduto nel 2016 e quanto successo ora per noi non è sostenibile".

Cosa succede ora a scuola? "È una vicenda che fa male a tutti, alla scuola e alla sede dove lui era presente. Bisogna andare avanti, ricostruire il rapporto di fiducia tra i docenti e gli allievi, oltre alle famiglie. Da oggi il Consiglio di Stato dovrebbe aver deciso di sostenere la nostra proposta di una co-direzione. Un gruppo di direzione e non una singola a nostro avviso è importante per questa sede: ci saranno la vicedirettrice, che è anche psicologa di formazione, e un docente che collabora anche col DFA. Ci saranno anche due collaboratori di direzione".

Emanuele Berger ha parlato di sconcerto e di rabbia per quanto successo. Il direttore della Divisione della scuola e coordinatore del DECS ha specificato l'importanza di parlare di disagi. "Ci sono situazioni in cui ha funzionato, in questo caso evidentemente no. Gli allievi possono parlare coi docenti, essi parlano con la direzione, che poi si rivolge a enti superiori. E se un livello non funziona, si può passare a quello successivo. Riceviamo spesso segnalazioni, anche futili a volte, i canali sono aperti e disponibili. C'è anche un servizio specifico a cui i docenti possono rivolgersi per situazioni ambigue, come vedere dei comportamenti dubbi di un collega o di un genitore, con psicologi che fanno consulenza su come agire".

Esiste anche una norma che protegge chi porta delle segnalazioni, a tutela di chi vuole denunciare dei casi. In progettazione c'è un ulteriore servizio: "Sappiamo che l'istituto scolastico è il fulcro della  vita scolastica e che se una direzione che non funziona può anche distruggere la scuola. Il modo migliore per avere una ottima scuola è scegliere dei buoni direttori, formarli al meglio. Mancano un monitoraggio e un accompagnamento in caso di necessità e di difficoltà. Abbiamo istituito una valutazione periodica dei dirigenti scolastici, già sperimenta. Ci sono però attività delle direzione poco visibili e nascoste al capo divisione: stiamo agendo per inserire ulteriori strumenti per capire cosa accade, con audit, questionari sul clima negli istituti eccetera. Sono quasi sicuro che con un progetto simile già attivo la situazione sarebbe emersa, sarebbero stati colti i segnali". 

"Per evitare situazioni come questa, la gente deve parlare", ha ripreso la parola Bertoli. "Non tutto quello che viene detto porta a una decisione nel senso auspicato

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