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Economia
30.04.22 - 13:210

Le preoccupazioni di De Rosa, dai premi di cassa malati alla benzina. "Anche 3'000 franchi in più a famiglia"

Il Consigliere di Stato spiega come il Cantone possa fare poco, solo agire sulle autorizzazioni per i nuovi studi medici e lottare contro la sovramedicalizzazione. Ma chiede un intervento di Berna. "Più aiuti? Non so se si potrà"

BELLINZONA - Raffaele De Rosa è preoccupato. Gli annunciati (anche se per ora sono ventilati, non si hanno cifre sicure) aumenti di cassa malati potrebbero portare, a suo dire, a un incremento della spesa per una famiglia con due bambini di 3'000 franchi annui. Il Cantone può fare poco nel campo sanitario e a pesare sul bilancio ci saranno anche altre voci, in particolar modo quelle legate al rincaro dei costi dell'energia.

Il Consigliere di Stato, in una intervista a La Regione, non nasconde la necessità da parte di Berna di intervenire, anche se la guerra in Ucraina rende ogni scenario incerto. Per quel che riguarda il Cantone, può muoversi solamente limitando le autorizzazioni a nuovi studi medici e promuovendo la medicina di base, in modo da evitare una sovramedicalizzazione che rischia di portare a doppie e triple diagnosi oltre che a costi che esplodono, anche con variazioni del 20%. Ma votazioni popolari e legge federali limitano il potere di intervento del Ticino.

"La situazione è difficile e le prospettive mi preoccupano molto, perché sono tutte voci di spesa importanti dei budget familiari. Alcune previsioni stimano tremila franchi di spese in più per una famiglia con due bambini. Sono tanti soldi in un cantone, come il Ticino, che ha i salari mediani più bassi della Svizzera", spiega.

Cosa fare? "È difficile prevedere un eventuale incremento dell’aiuto sociale. Molto dipenderà da quanto durerà la guerra, dall’impatto sull’economia, da come reagirà il mercato del lavoro. Vorremmo intervenire puntellando in modo mirato e puntuale dove c’è un bisogno reale, completando così la rete di aiuto sociale. Come abbiamo fatto durante la pandemia". Non tutto dipende, dunque, dal Ticino e nemmeno dalla Svizzera, anzi.

Sollecita però un intervento di Berna nel campo soprattutto dell'energia. "A livello nazionale ci sono margini di intervento più ampi, mi aspetto che mettano in campo azioni concrete, soprattutto per il caro energia, e che lo facciano in modo tempestivo come per il Covid. La crisi che viviamo oggi a livello internazionale evidenzia quanto sia importante garantirci il più alto grado di indipendenza energetica. Diminuire l’importazione e la dipendenza dall’estero dovrebbe essere una priorità".

 

 

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