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Fiscalmente
16.05.22 - 19:370

Il rilancio fiscale del Canton Ticino oggetto di un dibattito al LAC

Tra i temi, la riduzione delle aliquote per i redditi elevati, l’imposizione dei capitali previdenziali e le successioni aziendali

di Samuele Vorpe*

Il 9 maggio scorso durante l’evento al LAC sulla “Fiscalità del domani”, organizzato dal Centro competenze tributarie della SUPSI, si è discusso anche delle misure fiscali per rilanciare il Canton Ticino. È bene ricordare che la Commissione gestione e finanze, nel suo rapporto di maggioranza del 22 ottobre 2019 concernente la riforma fiscale cantonale, poi entrata in vigore il 1° gennaio 2020, ha aperto le porte ad una revisione della Legge tributaria. Lo spazio di manovra cantonale è pari a circa 60 milioni di franchi, vale a dire l’importo corrispondente alla diminuzione transitoria del coefficiente cantonale di imposta nei periodi tra il 2020 e il 2024 di 4 punti percentuali.

Tra i temi di cui si è discusso al LAC vi è, in primo luogo, la riduzione delle aliquote per i redditi elevati. Il Canton Ticino, come è noto, a causa del suo immobilismo, è precipitato nel corso degli ultimi anni nelle ultime posizioni della graduatoria intercantonale, con un prelievo massimo attorno al 40%, pari a quasi il doppio di quello che si trova a Zugo (22%). Al momento è pendente anche un’iniziativa parlamentare elaborata del Partito liberale radicale ticinese con cui si chiede una riduzione per portare il prelievo nella media svizzera, ossia attorno al 32-33% circa. Questa proposta è stata condivisa sia dal pubblico presente in sala sia dal consigliere di Stato.

Un altro aspetto che vede il Canton Ticino penalizzato è quello riguardante l’imposizione dei capitali previdenziali, ovvero quando una persona sceglie la liquidazione in capitale piuttosto che la rendita. Pure in questo ambito il Ticino è in fondo alla classifica e spesso i beneficiari preferiscono cambiare Cantone, spostandosi ad esempio nei Grigioni, per risparmiare in imposte. Ed anche su questo aspetto vi è stata una convergenza in sala.

Si è poi accennato al problema delle successioni aziendali, soprattutto quelle familiari, quando a prenderne le redini non è un parente stretto. Una proposta legislativa per migliorare le condizioni quadro fiscali è ad oggi pendente.

Ma la vera news della giornata, ripresa anche dal Corriere del Ticino (LEGGI QUI), è quella secondo cui la prossima riforma fiscale, secondo il consigliere di Stato, premierà chi lavora. Vi sono, dunque, da attendersi degli sgravi fiscali per le persone attive nel mondo del lavoro, probabilmente attraverso una revisione delle deduzioni ammesse.

 

* prof. Dr. iur., responsabile del Centro competenze tributarie della SUPSI of counsel at COLLEGAL Studio legale e notarile Attorneys at law

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